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Pubblicato da: Redazione - il: 02-05-2016 16:57

Come verificare se un intermediario finanziario è autorizzato

Il principale blocco che impedisce ad un investitore di affidarsi ad internet per investire in Borsa da casa è rappresentato dalla paura di imbattersi in piattaforme che alla fine si rivelano essere delle truffe. Si tratta di una preoccupazione che è più che comprensibile vista la presenza, soprattutto in passato, di alcuni precedenti che certamente non sono di buon auspicio e visto il proverbiale timore degli italiani a diffidare completamente di tutto quello che non è tangibile e materiale. Eppure per superare questi timori basta prendere davvero poche precauzioni e condurre poche verifiche preliminari prima di mettersi a fare trading online da casa in assoluta tranquillità. Il necessario bisogno di sicurezza, infatti, può essere soddisfatto semplicemente verificando la sussistenza o meno del requisito di legalità. Si tratta di un controllo aggiuntivo che male non fa ma che è comunque un di più visto che è oggi il trading online in Italia è legale nella quasi totalità dei casi. Non mancano però delle sacche che non sono riferibili a broker italiani o europei ma extraeuropei e spesso operanti nei paradisi fiscali.

 

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Investire online da casa: come verificare se il trading è legale

Come sottolineato più volte dai dirigenti della Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) preposti alla vigilanza sui fenomeni abusivi, la prima regola per investire in sicurezza sul web è quella di accertarsi che l’intermediario sia autorizzato ad offrire servizi di investimento in Italia dalla Consob o in base alla normativa Ue.

Quando ci si trova su un sito internet di una società che offre servizi di investimento è anzitutto necessario verificare se sono presenti indicazioni riguardanti la società a cui fanno capo i siti oppure se invece non è possibile risalire ai proprietari del dominio. Inoltre, sul sito internet della Consob (www.consob.it) è possibile verificare se un determinato intermediario finanziario è autorizzato o attraverso la “sezione albi”, dove mediante un link si può verificare l’iscrizione o meno all’albo di un intermediario, oppure attraverso “l’area interattiva” del menu risparmiatori, dove è possibile porre dei quesiti all’autorità stessa.

Riguardo a quest’ultima modalità, in particolare, la Consob ha affermato che sono sempre più frequenti le richieste che arrivano da piccoli investitori per ottenere informazioni sulle società che offrono servizi di investimento. In tal caso, qualora ci si trova di fronte a casi sospetti, l’autorità avvia dei controlli e, nel caso in cui un soggetto non risulti autorizzato, può adottare una cosiddetta “comunicazione a tutela”. Una volta accertata l’infrazione, la Consob non dispone di poteri cautelari in materia di servizi di investimento (trading, ecc.) e pertanto non può ordinare la chiusura di un sito internet. Al contrario, in caso di offerta abusiva di prodotti finanziari, i poteri vanno dalla sospensione al divieto di offerta fino ad arrivare, nei casi più gravi, all’oscuramento del sito. Parallelamente possono essere inviate segnalazioni alla Procura qualora ci sia il sospetto di reati penali.

La prevenzione, tuttavia, assume un ruolo centrale, non solo a fronte del crescente numero di soggetti non autorizzati ma anche in considerazione della particolare difficoltà ad agire nei confronti di società che hanno sede in altri Paesi, soprattutto nei cosiddetti paradisi fiscali.

Consob

Restando al solo panorama europeo, per comprendere se una piattaforma sia autorizzata o meno si deve anche conoscere chi è l’ente che deve rilasciare il fatidico lasciapassare.  Abbiamo già detto che nel caso italiano è la Consob a dare le dovute autorizzazioni alle varie piattaforme di trading online. Sono broker legali anche quelli autorizzati dalla Cyprus Securities and Exchange Commission (CySEC) nel caso di piattaforme che si rifanno alla legislazione di Cipro; dalla Vigilanza sul mercato finanziario del Liechtenstein – Finanzmarktaufsicht (FMA- LI), nel caso di piattaforme che si rifanno alla legislazione del Liechtenstein; dalla Malta Financial Services Authority (MFSA) nel caso di broker che hanno residenza fiscale sull’isola di Malta e dalla Autorità finanziaria (FCA) inglese nel caso di piattaforme per fare trading online da casa che hanno residenza in Gran Bretagna. Per dovere di informazione citiamo anche l’Autorité des Marchés Financiers francese (AMF), la tedesca Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht (BaFin), la spagnola Comisión Nacional del Mercado de Valores (CNMV), la portoghese Comissão do Mercado de Valores Mobiliários (CMVM) e l’austriaca Finanzmarkt Österreich (FMA).

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Trading online legale: alcuni consigli sui broker sicuri

Investire in Borsa da casa non è mai stato tanto semplice come oggi e adottando dei piccoli consigli è possibile andare sempre sul sicuro evitando di perdere il proprio capitale in piattaforme di broker che non sono legali. Oltre alle verifiche che abbiamo evidenziato in precedenza, infatti, buona regola è anche quella di fidarsi solo delle piattaforma di trading online che sono note. Brand poco conosciuti o peggio ancora siti di trading che promettono miracoli sono da evitare completamente. Un altro accorgimento utile può essere quello di andare testare il terreno su un motore di ricerca. Se si hanno dubbi o se c’è qualcosa che sembra essere poco chiaro si può fare sempre una ricerca veloce su Google. In tal caso è sufficiente interrogare la rete sulle opinioni degli utenti su quella specifica piattaforma di trading oppure chiedere se quel broker è effettivamente legale per verificare così l’eventuale esistenza di notizie passate poco chiare.

Non sempre la domanda sulla presenza di un trading legale o meno può avere una risposta chiara e definitiva. Alcune volte, infatti, sono le stesse piattaforme di broker a inserire quella piccola avvertenza sull’attesa dell’autorizzazione che lascia nel dubbio più completo il trader. Una piattaforma per fare trading online in cui c’è scritto “in attesa di autorizzazione” è legale oppure no? Secondo i consigli di esperti traders, rispondere a questa domanda sarebbe quasi inutile poiché le vera domanda da farsi per comprendere se quel broker sia legale o meno è: “meglio fare trading su una piattaforma che ha già le autorizzazioni da parte delle autorità competenti oppure una che ancora le sta attenendo?”.  La risposta è scontata e non resta che augurare buon trading (legale) a tutti gli investitori.

 


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