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Pubblicato da: Redazione - il: 02-05-2016 23:04

Investire in azioni: 4 compagnie aeree da comprare secondo Ubs

Negli ultimi giorni gli analisti di Ubs hanno compiuto un interessante studio sul settore delle compagnie aeree europee, individuando alcuni titoli che sarebbe opportuno acquistare per arricchire il proprio portafoglio di investimenti azionari. Ma quali sono? E perché potrebbero costituire realmente un’occasione da sfruttare nel breve e nel medio termine?

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Del tema si è recentemente occupata anche Milano Finanza, che esordiva nell’individuare tali titoli citando la Iag. La Iag, forse meno nota – apparentemente – di altre colleghe, è la holding che controlla alcuni dei brand più famosi dei cieli del vecchio Continente (per citarne quattro: British Airways, Iberia, Vueling e Air Lingus). Recentemente, in virtù degli ottimi risultati conseguiti e dell’acquisizione avvenuta a spese di Air Lingus, è divenuta il secondo operatore aereo più grande d’Europa, accostandosi a Air France Klm (attuale leader) e superando Lufthansa (scesa in terza posizione).

IAG

Ebbene, per Iag gli analisti di Ubs hanno indicato un chiaro rating buy, fissando il target price a 800 pence, contro una quotazione attuale di meno di 550 pence. Dunque, margini di potenziale rialzo molto interessanti, che gli investitori potrebbero scegliere di conquistare. Il titolo capitalizza oggi 10,7 miliardi di sterline, tratta 5,6 volte l’utile 2016 e 4,9 quello del 2017. Di sicuro rilievo tutti i numeri pubblicati negli ultimi mesi, che confermano una dinamica crescita dell’operatore, forte di ricavi – passeggeri – chilometro pari a 222 miliardi di euro (+ 9,6%), davanti a Lufthansa (220 miliardi) e dietro a Air France Klm (236 miliardi) che però può vantare una crescita meno rapida (+ 2,8%). Non solo: secondo quanto afferma Bloomberg, è possibile che Iag possa superare il colosso franco olandese già nel corso dell’attuale anno. Tra gli altri dati, ricordiamo il calo del load factor, passato al 76,8% (-1,1%) nell’ultimo mese del 2015, e l’incremento del traffico complessivo del 16,3% a 6,74 milioni di passeggeri trasportati. Complessivamente, nell’intero 2015 il gruppo Iag ha superato gli 88,3 milioni di passeggeri trasportati, il 14,2% in più rispetto al 2014. Tra le migliori performance del suo portafoglio brand, citiamo brevemente quella di Vueling, che l’anno scorso ha registrato un aumento della domanda del 15,5% a fronte di una crescita di capacità offerta del 14,2%.

lufthansa_main

Il secondo operatore da puntare è Lufthansa, del quale abbiamo recentemente parlato come terzo più importante player del comparto europeo. In questo caso gli analisti di Ubs hanno fissato un target price a 19 euro, con margini di potenziale rialzo di quasi un quinto rispetto a quelle che sono le quotazioni recenti. In merito, a giorni è attesa la pubblicazione del bilancio trimestrale, che dovrebbe confermare i buoni propositi in parte già riepilogati negli scorsi documenti e comunicati. In particolare, il fatturato dell’operatore, per quanto concerne il solo primo trimestre dell’anno, è stimato in 6.956 milioni di euro, in linea con quello dell’analogo periodo del 2015 (6.973 milioni di euro) a fronte di un ebit (reddito operativo netto) di -42 milioni, in netto miglioramento rispetto a-167milioni del primo trimestre 2015.

Il merito di questo sviluppo positivo stimato nel risultato economico dell’operatore deriva principalmente da una politica più attenta dei costi di esercizio, e dall’aver beneficiato di prezzi del carburante più bassi (il beneficio è in questo caso calcolato in circa 200 milioni di euro), sebbene il benefit sia stato compensato dalla pressione sul rendimento (-6%). Il p/e (prezzo/utile) del titolo, che sul listino di Francoforte capitalizza 6,44 miliardi, è 4 nel 2016 e 3,4 nel 2017, la metà della media di settore (rispettivamente 8,2 e 6,7).

Ryanair

Terzo titolo sul quale investire è Ryanair. Vero “simbolo” delle compagnie aeree low cost, Ryanair è attribuita di un buon rating buy, con target price a 16,70 euro, contro una quotazione attuale inferiore a 13,50 euro. Per sapere come è andato l’esercizio precedente occorrerà invece attendere un po’ di più, perché l’operatore presenterà i suoi conti solamente il 23 maggio. Ad ogni modo, ci si può ben riferire ai dati previsti dagli stessi analisti dell’istituto d’affari, che puntano a un fatturato di 6.710 milioni di euro (in crescita da 5.654 milioni del 2015) grazie all’aumento del traffico passeggeri del 17%, con un utile netto di 1,3 miliardi di euro dagli 867 milioni delle scorso esercizio. È possibile che, oltre alla conferma o meno di tali attese, siano le previsioni sulle prenotazioni estive e le indicazioni del management sul 2017 a costituire i principali aspetti che potrebbero contribuire a smuovere il titolo nel brevissimo termine, sebbene sia probabile che il top management aziendale possa puntare a un atteggiamento prudenziale. Il p/e (prezzo/utile) del titolo, che capitalizza 17,15 miliardi, è il più alto del settore: 12,7 nel 2016 e 11 nel 2017.

wizz-air

Infine, il quarto titolo che gli analisti di Ubs consigliano di inserire in portafoglio per quanto concerne il comparto delle compagnie aeree europee è Wizz Air, premiato con un target price di 23,50 sterline, e margini di apprezzamento rispetto alle quotazioni attuali di circa un quarto. Anche la compagnia farà attendere un po’ di più i suoi stakeholders, visto e considerato che la pubblicazione del bilancio annuale 2016 è prevista solo per il 25 maggio. Ad ogni modo, gli analisti stimano che il fatturato dell’intero esercizio sia di di 1.445 milioni di euro, in aumento da 1.227 milioni dello scorso esercizio grazie alla crescita del traffico (+21%), mentre l’ utile netto dovrebbe essere di 211,2 milioni (146 milioni nel 2015). Anche per Wizz Air, il focus dovrebbe essere rappresentato dall’andamento delle prenotazioni estive, e su altri aspetti legati alla Brexit (l’esito del referendum circa la possibile uscita dall’Unione Europea) e alle indicazioni del management per il 2017. Il titolo capitalizza oggi 1,05 miliardi di sterline , e viene scambiato 12,3 volte l’utile 2016 e 9,2 quello del prossimo anno.


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