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Pubblicato da: Redazione - il: 04-01-2016 10:27 Aggiornato il: 23-02-2016 7:05

Tempo di bilanci: come è andato il 2015 di Piazza Affari?

Buono, anzi, ottimo. È questo, in estrema sintesi, il giudizio attribuibile a Piazza Affari, il cui 2015 sarà presumibilmente ricordato come un anno di grande piacevolezza per la generalità delle società quotate. Come risulta dai dati pubblicati da Borsa Italiana Spa, infatti, negli ultimi 12 mesi la Borsa di Milano ha conseguito la migliore prestazione annuale tra le principali borse mondiali, e una delle migliori performance anche in relazione alle borse di seconda fascia (dietro alle sole Dublino e Buenos Aires).

Come sono andati i principali indici di Borsa

titoli-borsa

Giungendo a un livello di maggior dettaglio, Borsa Italiana ricorda come l’indice Ftse Italia All Share abbia registrato un aumento del 14,72% rispetto alla fine 2014 (con un massimo annuale a 25.684 punti conseguito il 13 aprile e un minimo a 19.270 punti ottenuto il 7 gennaio).

Per quanto invece concerne l’indice Ftse Mib, il più rappresentantivo per l’importanza dei titoli in esso contenuti, l’indicatore ha ottenuto un incremento dell’11,96% rispetto al 2014 (per un massimo annuale a 24.031 punti raggiunto il 20 luglio e un minimo a 18.123 punti sperimentato il 7 gennaio). Come già anticipato nelle righe di apertura, la prestazione della Borsa milanese, in rapporto al Ftse Mib, non solo è la migliore tra le principali piazze azionarie europee, quanto anche una delle più brillanti in ottica globale (a Wall Street, ad esempio, si viaggia dal -0,77 del Dow Jones, al +0,65% dell’S&P 500 e al +7,51% del Nasdaq).

Tornando ai confini del vecchio Continente, la Borsa di Londra ha invece chiuso l’anno con un calo del 4,42%, mentre la Borsa di Madrid perde il 6,26%. Parigi e Francoforte, pur chiudendo in attivo, hanno messo a segno performance inferiori a quella di Piazza Affari, pari rispettivamente al +9,4% per il Cac 40 transalpino, e al +9,56% per il Dax tedesco.

Ad ogni modo, il Ftse Mib non è l’indice di Piazza Affari più dinamico. Il migliore è infatti stato il segmento Star, che ha concluso l’anno con una prestazione migliore rispetto agli indici principali: il Ftse Italia Star ha registrato infatti una crescita su base annua del 39,45% (con il massimo annuale nonché record storico a 26.520 punti il 5 agosto).

Tutto bene, dunque? Non proprio. In Borsa Italiana a rovinare uno scenario positivo è infatti l’Aim Italia, il cui indice è calato di quasi il 10% rispetto a fine 2014.

L’andamento dei singoli titoli

A questo punto, può giovare scendere a un livello di ulteriore dettaglio, e comprendere quali sono state le migliori prestazioni dei singoli titoli. Ad esempio, all’interno del ricco paniere del Ftse Mib i cinque titoli che hanno fatto meglio nell’arco del 2015 sono stati Italcementi, con un balzo in alto del 106,99% che è frutto dell’allineamento tecnico del prezzo a quello dell’offerta pubblico di acquisto che fu lanciata da Heidelberg Cement, Anima Holding (+93,32%), YooxNap (+86,9%), Bpm (+69,61%) e Finmeccanica (+66,31%).

Non sono comunque mancati clamorosi ribassi, che tuttavia sono stati numericamente abbastanza limitati, avendo interessato solamente sei titoli del Ftse Mib sui 40 totali del paniere. A compiere passi indietro piuttosto corposi sono dunque stati Banca Mps (-35,77%), Saipem (-14,64%), Tenaris (-11,47%), Cnh Industrial (-5,66%), Eni (-5,27%) e Unicredit (-4,07%).

Capitalizzazione in forte incremento

Sulla base degli elementi sopra anticipati, il 2015 può portare in dote anche una buona crescita della capitalizzazione complessiva delle società quotate a Piazza Affari, attestatasi a 567,6 miliardi di euro, con una crescita del 17,6% rispetto alla fine del 2014. In termini relativi sul prodotto interno lordo, il valore della capitalizzazione è pari al 34,8% del pil.

Contratti e controvalori

Borsa Italiana informa altresì che nel corso del 2015 gli scambi di azioni hanno raggiunto una media giornaliera di 3,2 miliardi di euro di controvalore e quasi 282 mila contratti, mentre complessivamente sono stati scambiati oltre 70,7 milioni di contratti per un controvalore complessivo di 801,7 miliardi di euro.

Per quanto concerne le prestazioni record per l’anno, il massimo giornaliero per controvalore scambiato è stato raggiunto il 24 agosto con 5,9 miliardi di euro e 530.325 contratti scambiati.

Ancora, in relazione ai titoli più transati, Intesa Sanpaolo è stata l’azione più scambiata per controvalore con un totale di 95,2 miliardi di euro, confermandosi altresì come il titolo con la maggiore capitalizzazione di Borsa (52 miliardi di euro, contro i 40 miliardi di euro di fine 2014). Tuttavia, il primo posto per numero di contratti scambiati (3,9 milioni) va a Unicredit.

Chi entra, chi esce

Il 2015, tra i vari record marcati, porta in evidenza anche quello relativo al numero di ammissioni dal 2007 ad oggi: dopo un lungo periodo di attesa alimentato dalla crisi finanziaria in atto, le matricole sbarcate a Piazza Affari nel corso degli ultimi 12 mesi sono state 32. Di queste, 27 sono approdate sul listino attraverso ipo. Di contro, le società uscite dalla Borsa sono state invece 16.

Il saldo positivo di periodo porta il 2015 a chiudersi con un totale di 356 società quotate sui mercati di Borsa Italiana, con la maggior parte (282) quotate sul mercato Mta (di cui 71 al segmento Star) e 74 su Aim Italia. Le 27 nuove ammissioni avvenute tramite Ipo (erano state 26 nel 2014) si dividono in 8 sull’Mta, di cui 5 al segmento Star (Banzai, Ovs, Massimo Zanetti beverage Group, Inwit, Banca Sistema, Aeroporto di Bologna, Poste Italiane, Openjobmetis), 1 su Miv (Space 2) e 18 su Aim Italia (Mobyt, Digitouch, Caleido Group, Clabo, Elettra Investimenti, Cover 50, Biodue, Bomi Italia, Masi Agricola, Assiteca, Piteco, Capital for Progress 1, Giglio Group, Glenalta Food, H-Farm, Gambero Rosso, Blue Financial Communication, Bridge Management). A proposito di ingressi, l’Ipo più importante – come era ampiamente lecito attendersi – è stata quella di Poste Italiane, con un capitale raccolto di oltre 3 miliardi di euro.

L’ammontare di capitale raccolto a Piazza Affari dalle operazioni compiute da società già quotate e di nuova ammissione è stato pari a 9,8 miliardi di euro, di cui 4 miliardi di euro attribuite alle società già quotate, che hanno posto in essere operazioni di aumento di capitale. Le 27 società che si sono quotate sui mercati di Borsa Italiana attraverso Ipo in fase di collocamento hanno invece raccolto più di 5,7 miliardi di euro.


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