AZIONI BANCO POPOLARE – QUOTAZIONE BANCO POPOLARE (BP.MI) IN TEMPO REALE

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30/12/16 17:35
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A partire dal 2 gennaio 2017, la quotazione Banco Popolare è stata revocata. A seguito della fusione tra il Banco e la Banca Popolare di Milano, è nata una nuova entità bancaria, Banco BPM. Rimandiamo quindi alla scheda relativa alla quotazione Banco BPM.

Soprattutto negli ultimi mesi tra gli argomenti più caldi di Piazza Affari c’è stata la quotazione di Banco Popolare. La banca veronese è balzata agli onori della cronaca per un non semplice aumento di capitale realizzato proprio nella prima quindicina di giugno e inserito all’interno della più vasta questione relativa alla fusione tra la stessa Banco Popolare e la Banca Popolare di Milano.

L’integrazione tra le due popolari, ad oggi prima e ancora unica concretizzazione delle linee guida della riforma sul settore popolari varata dal governo Renzi, è stata, è e si candida ad essere il grande driver capace di muove in un senso o nell’altro la quotazione di Banco Popolare. La presenza di questo tema caldo, spiega l’interesse verso la banca scaligera e, per quello che riguarda l’andamento del titolo, i forti scossoni di prezzo. Banco Popolare, quindi, è un titolo ad alta volatilità e, per questo motivo, può determinare interessanti guadagni sia nel caso in cui si scelga di comprare azioni dell’istituto che nel caso in cui si decida di investire in azioni Banco Popolare attraverso il trading online. Ma come si è arrivati a questa forte speculazione sul titolo?

Quotazione Banco Popolare: un po’ di storia

quotazione Banco Popolare

Le azioni Banco Popolare (Isin IT0004231566) sono quotate sul Mercato telematico azionario (Mta) di Borsa Italiana e fanno parte dell’indice FTSE MIB, che raggruppa società di primaria importanza e ad elevata capitalizzazione. L’avvio della quotazione Banco Popolare è datato 2007 ed è stato il frutto del processo di aggregazione che ha portato il Banco Popolare di Verona e Novara a fondersi con la banca Popolare Italiana nel più classico dei modi visto che il rapporto è stato di una azione della nuova banca ogni una azione del vecchio Banco Popolare posseduta e 0,43 azioni della nuova banca ogni una azione della Popolare Italiana.

La fusione del 2007 è stata solo la prima perché nel 2011 nella banca scaligera si sono fuse per incorporazione una batteria di controllate: Banca Popolare di Verona, San Gimignano e San Prospero, banca Popolare di Lodi, Banca Popolare di Lodi, Banca Popolare di Novara, Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, Banca Popolare di Cremona e Banca Popolare di Crema. Dopo questa maxi fusione per incorporazione, il Banco Popolare incorporò anche il Credito Bergamasco nel 2014.

Banco Popolare è il quarto gruppo bancario in Italia e rappresenta il simbolo della realtà cooperativa che nel corso degli anni ha saputo mettere a segno una progressiva e graduale crescita preservando al contempo la forte connotazione territoriale delle banche commerciali che lo compongono. La sede legale è a Verona, in Piazza Nogara n°2.

Le relazioni trimestrali, semestrali e annuali diffuse dal gruppo bancario possono essere visualizzate sul sito internet www.bancopopolare.it, dove è possibile trovare anche altre numerose informazioni riguardanti azioni, dividendi, azionisti, coperture degli analisti e comunicazioni agli azionisti. Per ogni altra informazione è possibile contattare lo staff che si occupa delle relazioni con gli investitori inviando una e-mail all’indirizzo investor.relations@bancopopolare.it oppure telefonando al numero 045 8675248.

 

Quotazione Banco Popolare oggi

quotazione banco Popolare oggi

Oggi la quotazione Banco Popolare è in area 2,2-2,5 euro per azione. Indipendentemente dai movimenti di queste ultime settimane, inclassificabili alla luce del clima di timore che è stato creato dal referendum britannico sul Brexit, la quotazione Banco Popolare ha comunque subito un forte calo rispetto a 1 mese, a 6 mesi e a un anno fa. Rispetto a un mese fa, infatti, la quotazione Banco Popolare ha perso oltre 1 euro. Guardando il grafico sull’andamento del titolo, è impossibile non notare che il ribasso è stato chiaramente coincidente con l’aumento di capitale. Si può quindi affermare che il più recente calo della quotazione Banco Popolare sia stato il frutto di movimenti tecnici.

La crisi del titolo è però evidente se si allarga l’orizzonte su base semestrale. Sei mesi fa, infatti, la quotazione Banco Popolare superava i 12 euro. Si era allora nel mese di gennaio e, nel giro di poche settimane, il Banco sarebbe poi sceso a quota 8 euro a causa del clima di generalizzato malessere che aveva investito le banche italiane. A cavallo tra i mesi di gennaio e febbraio, infatti, tutti i bancari bruciarono decine di miliardi di capitalizzazione con le vendite che si accanirono su Unicredit e, appunto, su Banco Popolare. Mentre nel caso della big del settore bancario il rosso fu da imputare alle tensioni per l’aumento di capitale della Popolare di Vicenza, il Banco pagò invece le indiscrezioni sugli stop della Vigilanza BCE al processo di fusione con la Banca Popolare di Milano.

Rispetto a un anno fa, per finire, la quotazione Banco Popolare è rimasta sostanzialmente stabile, con punte di 16 euro raggiunte durante la scorsa estate.

Riassumendo, quindi, la quotazione della banca scaligera nell’ultimo anno è stata caratterizzata da due distinte fasi: crescita o comunque mantenimento del trend nel periodo compreso tra giugno 2015 e dicembre 2015 e calo e quindi crollo a partire da gennaio. In questo contesto, negli ultimi mesi si è concretizzato un aumento di capitale che ha portato chiaramente ad un taglio del prezzo dell’azione Banco Popolare.

 

Quotazione Banco Popolare: gli scenari possibili

banco popolare bpm

Il momento delicato che sta vivendo Banco Popolare fa di questo titolo uno dei più interessanti dal punto di vista speculativo. L’estrema volatilità che sta caratterizzando l’andamento della quotazione Banco Popolare apre spazi positivi per chi decide di comprare azioni, fermo restando che non sta scritto da nessuna parte che il titolo Banco Popolare passa riuscire a recuperare questa estate il terreno che ha perso nella prima parte dell’anno.

Le variabili da tenere in considerazione per quando riguarda il futuro andamento della quotazione Banco Popolare sono tante e non tutte direttamente connesse alla “vita” dell’istituto. Certamente sul brevissimo periodo la questione Brexit, come mostrato dalla recente cronaca, potrà avere un impatto sulla quotazione Banco Popolare come su quella di tutti gli altri titoli del settore bancario ma i reali drivers sono altri. Banco Popolare, infatti, è alle prese da oramai un anno con il dossier relativo all’integrazione con la Popolare di Milano che dovrebbero portare alla nascita di un colosso bancario che si va ad affiancare alle big Intesa Sanpaolo e Unicredit. La banca che nascerà dalla fusione tra le due popolari si è posto un obiettivo ambizioso: quello di raggiungere, entro il 2019, quota 1,1 miliardi di utile netto.

Il cammino verso la fusione tra le due popolari ha già superato tutta una serie di ostacoli compreso quell’aumento di capitale che Verona è stata praticamente quasi costretta a mettere un cantiere, in un contesto generale per nulla favorevole, per ottenere così il via libera della Vigilanza BCE all’integrazione con Milano. Dopo la pausa estiva i nuovi appuntamenti su questo fronte sono rappresentati dalle rispettive assemblee degli azionisti che si terranno nelle prime settimane del prossimo autunno mentre a dicembre è previsto l’annuncio dell’avvenuta fusione. L’impressione è che, anche nei prossimi mesi, le parti continuino a procedere con molta cautela per evitare frettolose corse in avanti.

Nonostante la strada sia decisamente più in discesa rispetto ad alcuni mesi fa, non è da escludere che ci possano essere altri sbalzi nella quotazione Banco Popolare. La realizzazione dell’aumento di capitale, infatti, potrebbe non essere sufficiente a sbarazzare completamente il campo delle preoccupazioni per il peso dei crediti deteriorati detenuti in pancia della banca scaligera. Non si deve, dimenticare, infatti, che proprio i Non Performing Loans, sono stati alla base della richiesta della BCE di procedere con un aumento di capitale. Su questo punto l’obiettivo dell’EuroTower è stato già messo nero su bianco da mesi: la banca che nascerà dalla fusione tra Banco Popolare e la Popolare di Milano dovrà avere un livello di copertura delle sofferenze non inferiore al 62%, ossia in linea con quello vantato dalle banche più importanti del sistema Italia.

Il senso del messaggio della Bce è quindi molto chiaro: le due popolari assieme saliranno di livello ma dovranno sottostare alle regole delle grandi. La “promozione” quindi dovrà essere meritata anche se, come affermano gli stessi analisti, il Banco Popolare e la Banca Popolare di Milano avranno, in realtà, solo da guadagnare da quello che avverrà a partire dal prossimo anno. Secondo gli esperti di Moody’s, infatti, l’integrazione darà vita ad una banca che avrà le caratteristiche per resistere in uno scenario che è sempre più competitivo. I veri vantaggi, hanno affermato gli esperti americani, si vedranno soprattutto nel lungo termine con un possibile risparmio dei costi e una diversificazione dei ricavi. Non tutto, però, potrebbe essere rose e fiori neppure dopo la “sistemata” imposta della Bce. Secondo Fitch, infatti, anche la nuova realtà dovrà fare i conti con il problema dei crediti deteriorati ma questo, aggiungiamo noi, per le banche italiane non sarebbe affatto una novità vista la cronaca dell’ultimo anno.

Venendo ai rating, Fitch ha un giudizio di lungo termine pari a BB mentre Moody’s è attestata su un Ba2. Per quanto riguarda invece il breve termine Fitch ha un rating pari a B mentre Moody’s è Not Prime. La più positiva, come si è potuto evincere già dal giudizio in merito all’esito della fusione, è proprio Moody’s che non a caso ha messo in revisione il rating di lungo termine su Banco Popolare per un possibile upgrade. Questa decisione è molto importante poiché apre lo spazio a un possibile investimento sulla quotata. Comprare azioni Banco Popolare alla luce di una possibile promozione del rating è infatti uno dei comportamenti tipici degli investitori che puntano sull’azionariato anche se, ad onor di cronaca, si deve sempre precisare che il possibile upgrade non significa che si andrà certamente verso una promozione ma solo che essa è molto probabile.

La posizione di Moody’s non è isolata se è vero che, spostandoci alle banche d’affari, la stessa Goldman Sachs ha recentemente alzato il rating a buy, ossia comprare, posizionandosi sulla stesa linea della sim italiana Equita. Certamente, non mancano le indicazioni più tiepide sintetizzate negli “hold” e nei “neutral” di altri analisti, ma l’impressione generale è che ci possano essere ottimi spazi di manovra nei prossimi mesi. Comprare azioni Banco Popolare prima che si arrivi ad una ripartenza della quotata è quindi l’indicazione generale che può essere data alle luce di tutte le considerazioni fatte sulle prospettive della quotazione Banco Popolare.

Un discorso di questo tipo, chiaramente, interessa solo chi sceglie di giocare in borsa in modo diretto, vale a dire gli investitori tradizionali che diventano anche azionisti, in tal caso, del Banco Popolare. Questi ultimi, nell’ambito di una strategia di investimento basata su una combinazione tra varie azioni in uno specifico portafoglio, possono legare il certamente volatile Banco Popolare a titoli anticiclici come ad esempio Enel.

Ma le considerazioni fatte sulle prospettive della quotazione Banco Popolare valgono anche nel caso del trading online ossia se si sceglie di investire in azioni Banco Popolare senza comprare i titoli. E’ ovvio, infatti, che anche un Contratto per Differenza sul Banco può regalare dei profitti interessanti proprio perché lo stesso CFD subisce quelli che sono i movimenti oscillatori dell’azione a loro volta innescati ai tanti drivers che abbiano descritto in precedenza. Più che le opzioni binarie, quindi, sono soprattutto i CFD a poter utilizzati per giocare in borsa con le azioni della banca veronese.

 

Investire in azioni Banco Popolare con i CFD

CFD trading

 

Come tutte le azioni, sia italiane che estere, anche quelle di Banco Popolare possono rappresentare il sottostante di un CFD. I contratti per differenza, pilastro portante del trading online, rappresentano la porta attraverso la quale è possibile giocare in Borsa da casa senza preoccupazioni e senza caricarsi delle incombenze previste nel caso di un acquisto tradizionale di azioni. L’estrema semplicità di utilizzo ha fatto si che il trading online riuscisse ad aprire le porte della borsa a tutta una serie di profili che, fino a pochi anni fa, erano completamente esclusi dal mondo degli investimenti finanziari. E’ stato questo, ad esempio, il caso di piccolo impiegati ma anche casalinghe e studenti, tutti soggetti che oggi riescono a guadagnare proprio giocando con i CFD.

Ma in che modo i contratti per differenza permettono di investire in azioni Banco Popolare? Partiamo da una definizione.

I CFD vengono definiti come uno strumento per giocare in borsa da casa garantendosi la massima flessibilità. Disponibili su tutte le piattaforme di trading, i CFD altro non sono che derivati finanziari che permettono di scambiare altri prodotti finanziari detti sottostante senza che questi ultimi vengano posseduti realmente.  I sottostanti possibili sono molto diversi tra loro: si spazia infatti dalle azioni, agli indici, agli ETF fino alle materie prime al forex.

In tutti questi casi il meccanismo di funzionamento del CFD è sempre lo stesso: il contratto derivato, infatti, si muove nella stessa direzione del suo sottostante e se, quindi, il prezzo della quotazione Banco Popolare (per restare al nostro tema) aumenta allora anche il CFD con sottostante azione Banco Popolare subisce un aumento. Questa simbiosi, tecnicamente, viene definita replica. Il CFD su Banco Popolare, quindi, è una replica dell’azione Banco Popolare ma senza tutte le implicazioni che sono determinate dal possesso fisico dell’azione stessa.

Chiarito questo punto a alla luce della previsione fatta sull’andamento della quotazione Banco Popolare nei prossimi mesi, cosa deve fare un investitore che gioca con il trading online?

Se, alla luce di considerazioni generali sulle prospettive di Banco Popolare e in virtù di studi di analisi tecnica, un investitore dovesse ritenere che la quotazione Banco Popolare sia destinata ad apprezzarsi, allora, per le normali dinamiche di borsa, andrebbe individuato il possibile nuovo prezzo della quotazione, sottratto il prezzo attuale e moltiplicato tutto per il numero di azioni acquisite. Alla luce dei corsi attuali, si sborserebbe 2,8 euro per azione per poi guadagnare 0,2 euro se, ammettiamo, il prezzo dovesse arrivare a 3 euro per azione. Nel caso di 1000 azioni la spesa sarebbe pari a 2800 euro e il guadagno a 200 euro. E’ ovvio che per lotti così piccoli, comprare azioni in modo tradizionale non convenga affatto visto che poi su quelle 200 euro dovrebbero essere anche pagati i costi dovuti a titoli di commissione.

Tutti questi limiti sono aggirati comprando non le azioni Banco Popolare ma un CFD sul Banco. Grazie al contratto per differenza, infatti, il trader decide in prima persona e in ogni momento quella che è la somma che vuole investire. Ma il vantaggio non è solo questo. Mentre l’azionista, infatti deve sborsare una somma non indifferente se vuole entrare in possesso di un pacchetto azionario sostanzioso, per fare trading con i CFD bastano poche centinaia di euro anche perché l’effetto leva garantisce la possibilità di acquistare oltre le proprie disponibilità. I benefici della leva finanziaria, però, non sono affatto a costo zero perchè, come è ben specificato su tutte le migliori piattaforme per fare trading online, la leva finanziaria comporta la possibilità di perdere tutto il proprio capitale. Per farla breve, quindi, la leva amplia sia la possibilità di profitto ma anche quella di perdita.

Chiarito tutto questo vediamo ora, passo dopo passo, come è possibile comprare un CFD su Banco Popolare.

 

Come comprare un CFD azionario: il caso Bando Popolare

CFD banco Popolare

Prima di mettere concretamente mano all’acquisto di un CFD è sempre meglio fare i conti con quella che è la propria preparazione. Il CFD, infatti, si muove seguendo il suo sottostante e quindi, nel nostro caso, l’azione. Solo dopo aver messo nero su bianco una serie di osservazioni sia in termini di analisi tecnica che in termini di analisi fondamentale,  si può passare alla parte pratica. Concretamente andrebbero quindi ripetute sul titolo individuato tutte le osservazioni che sono state fin qui fatte in relazione a Banco Popolare.

Chiaramente la sola preparazione teorica non può bastare e allora prima di aprire un vero conto trading è sempre preferibile utilizzare la versione demo che praticamente tutte le migliori piattaforme broker mettono a disposizione. Sul conto demo possono essere simulati tutti i movimenti che poi verranno compiuti nella realtà, fermo restando che in caso di investimento vincente non si guadagna nulla mentre in caso di perdita nulla è dovuto. Il conto demo, quindi, è sotto questo punto di vista uno strumento per prendere confidenza con il settore.

Indipendentemente dalla piattaforma che viene utilizzata, le mosse da fare sono sempre le stesse. Dalla home, una volta fatto il login, di seleziona la voce CFD e quindi si sceglie l’indice azionario a cui ci si vuole poggiare (l’elenco è davvero vastissimo inglobando indici azionari di molti Paesi). Una volta aperto l’indice si passa alla scelta del sottostante preciso, in questo caso il Banco Popolare.

E’ a questo punto che si apre una videata tutta incentrata sul Banco Popolare. A destra è indicato il prezzo del CFD (non quello dell’azione!) mentre a sinistra sono indicati prezzo di acquisto (sempre concordante con il prezzo di quel momento) e il prezzo in caso di acquisto scoperto.  Per aprire la posizione è sufficiente cliccare il tasto Acquista. A questo punto si aprirà un Popup che dovrà essere compilato a cura del trader indicando: numero delle azioni da acquistare, numero dei contratti che si desidera acquistare, l’importo di Stop Limit (ossia l’importo a cui si desidera vendere il CFD su Banco Popolare) e l’importo di Stop Loss (ossia la perdita massima che è disposti a sostenere.

Altre due istruzioni saranno date dopo e riguardano la definizione dello stop operativo (ossia il prezzo di attivazione mobile in grado di massimizzare e proteggere il profitto mano a mano che il prezzo sale e limitare le perdite quando esso scende) e quella, eventuale, del limite d’ordine (ossia  il prezzo per acquistare lo strumento solo se aumenta o diminuisce rispetto al prezzo fissato). Per andare short è sufficiente premere il pulsante ‘Vendi‘ accanto allo strumento nella schermata principale della piattaforma e quindi procedere con il completamento dei vari campi.

Arrivati a questo punto si è aperta una posizione di acquisto su Banco Popolare tramite CFD. Per procedere con la chiusura della posizione è sufficiente cliccare sul pulsante Chiudi Posizione che la piattaforma fornisce di default. L’eventuale guadagno o perdita sono visualizzabili all’interno della sezione saldo del conto, dove è presente tutto lo storico.

Questo, in sintesi, il meccanismo di funzionamento di un CFD azionario. Si tratta di una indicazione di massima poiché, come ovvio che sia, le varie piattaforme differiscono leggermente tra di loro. Per iniziare a prendere la mano con tutto questo processo senza aver paura di commettere errori e perdere il proprio capitale è sufficiente attivare un conto demo gratuito. Nell’elenco seguente sono indicate le varie proposte di conto demo dei migliori broker CFD.

 

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