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Pubblicato da: Investitore - il: 05-07-2016 9:39

Idee di Borsa: quali azioni banche popolari comprare?

Le banche popolari non sono tutte uguali. Questa considerazione, negli ultimi tempi, è diventata quasi una sorta di regola per chi sceglie di comprare azioni. Gli investitori, infatti, si sono resi conto che la decisione del governo di varare la riforma delle popolari ha senza dubbio dato un motivo importante per comprare azioni delle banche interessate ma queste ultime non hanno reagito tutte allo stesso modo. Dopo i primi mesi caratterizzati dal solito vortice di indiscrezioni e smentite, il grande risiko delle popolari alla fine si è ridotto in un gioco con due solo players: Banco Popolare e la Banca Popolare di Milano.

Solo infatti questi due istituti sono passati dalla parole ai fatti ed effettivamente ad oggi l’unico dossier reale è quello relativo all’integrazione tra Verona e Milano.

Banche popolari sotto esame ma per ora è quasi tutto immutato

banche popolari

A distanza di un anno dal lancio di una riforma che nelle intenzioni del governo avrebbe dovuto cambiare il settore, il bilancio è quindi molto magro e la stessa euforia iniziale è venuta meno. Se deve infatti considerare che, nei primi mesi, quando si parlava addirittura di una maxi fusione (più banche popolari assieme), il consiglio di comprare azioni delle banche popolari era quasi un leitmotive.

Molti analisti, addirittura, erano arrivati a parlare di tempi molto stretti e aveva invitata a investire proprio sulle popolari. Insomma le idee di Borsa erano quasi tutte proiettate verso le popolari.

Purtroppo i fatti sono però poi andati in una direzione diversa perché non solo non ci sono state le tante invocate fusioni (ne maxi e ne mini) ma addirittura nel periodo a cavallo tra gennaio e febbraio è esploso il bubbone dei crediti deteriorati detenuti da tantissimi istituti italiani in quantità spropositata e il prezzo delle azioni delle banche popolari è calato bruscamente riportando tutti sulla terra.

Le stesse lungaggini nel processo di fusione tra Banco Popolare e la Popolare di Milano hanno smentito i facili entusiasmi di chi affermava che in pochi mesi ci sarebbero state importanti novità. Da idee di borsa, le banche popolari sono così diventate azioni da guardare con scetticismo. Quella che è maturata negli ultimi mesi è una precisa presa d’atto per cui con una marea di crediti deteriorati in pace e una capitalizzazione precaria è impensabile pensare alle fusioni.

E’ per questo motivo che investire oggi sulle banche popolari intese come settore non ha senso ma ha significato invece trovare i titoli migliori e dal rendimento più interessante.

 

Investire in azioni delle banche popolari: l’impatto del fattore Brexit

Brexit

Tutte le analisi e le previsioni sull’andamento delle azioni delle banche popolari hanno dovuto fare i conti in questo ultimo scorcio di giugno con l’emersione di una variabile nuova e inattesa: la Brexit. La decisione del popolo inglese di abbandonare l’Unione Europea, infatti, non solo da dato il “la” a una marea di vendite destinate a far passare alla storia come il nuovo venerdì nero la seduta del 24 giugno, ma ha anche gettato le basi per un periodo ad alta volatilità.

Il fattore nuovo da tenere in considerazione è appunto questo: nessuno può dire quella che sarà la direzione delle azioni quotate sui listini proprio perché la Brexit è un caso completamente nuovo e quindi, qualsiasi altro elemento dovrà essere letto come assolutamente secondario. Questo concetto, essenziale per chi vuole comprare azioni delle banche, subisce poi una ulteriore estremizzazione alla luce della particolare situazione che le banche italiane, tutte, stavano già vivendo a causa della piaga dei crediti deteriorati.

 

Banche popolari più interessanti

opzioni-binarie

I titoli del settore bancario quotati sui vari indici di Piazza Affari sono davvero tanti ma l’attenzione degli investitori è tutta rivolta sulle prime 4 della classe ossia Banco Popolare, Ubi Banca, Banca Popolare di Milano e Banca Popolare dell’Emilia Romagna.

La circoscrizione del campo non è casuale ma deriva dal fatto che le azioni di queste 4 banche popolari hanno una diffusione decisamente maggiore rispetto a quella che vantano i titoli del settore popolari. Tutto questo, a sua volta, altro non è che un effetto dalla maggiore radicazione territoriale che queste 4 big hanno rispetto agli altri players del settore. Questi ultimi vantano bilanci più leggeri e, spessissimo, sono presenti solo in aree geografiche molto ristrette come è ad esempio il caso della Banca Popolare di Sondrio o del Credito Valtellinese.

Le banche popolari, sotto un certo punto di vista, hanno sempre fatto la gioia e il dolore del sistema bancario italiano. Goia perché le banche popolari sono sempre state il cuore finanziario dei territori di radicamento contribuendo alla crescita degli stessi e dolore perché proprio il naturale legame con il territorio si è trasformato, in molti casi, in un problema a causa del condizionamento politico sulle scelte finanziario-aziendali.

La struttura stessa del sistema popolari è così diventata, con l’esplosione della crisi del debito sovrano, un fattore di rischio. E’ stato per questo motivo che le banche popolari italiane hanno iniziato a fondersi. Se infatti il numero attuale delle banche popolari può sembrare elevato, non si deve dimenticare che fino a pochi anni fa istituti di questo tipo, molto spesso organizzati nella forma di cooperative, erano 100 volte tanti. Fusione, incorporazioni e reti sono stati gli elementi della ricetta seguita per razionalizzare il sistema della popolari che, nel futuro, continuerà ad essere sempre meno autonomizzato. In pratica si è passati, anche per precisa volontà del governo, da un sistema ad arcipelago, molto dispersivo e rischioso, a uno caratterizzato da pochi e importanti players.

Per chi è interessato ad investire in azioni possiamo dire che entro la fine dell’anno, i titoli più interessanti tra il settore delle banche popolari saranno solo 3: UBI Banca, Banca Popolare dell’Emilia Romagna e la nuova banca che nascerà dalla fusione tra Banco Popolare e la Banca Popolare di Milano.

 

Quotazione UBI Banca: previsioni e prospettive

ubi

Per tante tempo si è parlato di una maxi fusione tra le banche popolari con UBI Banca in posizione privilegiata a causa della forte estensione della sua rete territoriale. La superpopolare, però, è rimasta solo sulla carta e UBI, allo stato attuale dei fatti, è praticamente la grande single del comparto popolari.

Lo stallo sul dossier fusioni, non si è tradotto in una perdita di appeal verso UBI Banca che, al contrario, è uno dei titoli più interessanti. Il management della banca , infatti, è impegnato in un processo di risanamento e rilancio che si è concretizzato, nell’ultima settimana di giugno, nel varo del piano industriale al 2020. Il business plan di UBI Banca è decisamente ottimista e punta ad un aumento dei ricavi che dovrebbe essere parallelo a un taglio dei costi.

UBI Banca punta a conseguire quest’ultimo obiettivo attraverso un taglio della forza lavoro e un piano di chiusura di filiali. La razionalizzazione, in ultimo, punta anche ad accrescere la solidità patrimoniale della banca con Core Tier 1 visto in miglioramento. Gli investitori hanno accolto positivamente il piano industriale di UBI Banca. La quotazione UBI Banca, infatti, ha subito un miglioramento. Il lancio del business plan ha addirittura narcotizzato gli effetti negativi che sono stati generati della Brexit. Il giudizio degli analisti sul piano di UBI Banca è stato positivo e la stessa analisi tecnica mostra l’esistenza di una spazio per un miglioramento della quotazione nei prossimi mesi.

 

Comprare azioni Banco Popolare e Popolare di Milano scommettendo sulla fusione

banco popolare bpm

Le due banche popolari più interessanti per chi decide di investire in azioni sono Banco Popolare e la Banca Popolare di Milano. Il processo di integrazione tra i due istituti è oramai dato per scontato dopo le preoccupazioni relative ad un possibile stop che erano emerse nelle scorse settimane.

Lo sblocco dell’impasse verso il quale si stava andando incontro è avvenuto grazie all’aumento di capitale che Banco Popolare ha concluso. La ricapitalizzazione del banco, del resto, era una delle condizioni poste espressamente dalla Banca Centrale Europea per dare il via libera all’integrazione tra le due popolari. La strada è quindi in discesa ma troppo ottimismo potrebbe però far perdere di vista i fondamentali.

Le due banche, infatti devono fare i conti con una serie di problematiche, a partire dalla spinosa questione dei crediti deteriorati. Non solo. La stessa BCE nel report più recente (luglio 2016) ha espresso il suo apprezzamento per l’impegno del Banco Popolare ma ha confermato i suoi dubbi sulla struttura del gruppo scaligero. E a ciò si aggiunge il contesto non certo favorevole creato dalla Brexit e aggravato dall’attacco speculativo che si è concentrato nei confronti delle banche italiane, si arriva alla conclusione che neppure se si decide di investire in azioni Banco Popolare o azioni Banca Popolare di Milano si può avere la garanzia di un profitto. Il rischio che si ha se si sceglie di comprare azioni Banco Popolare o Banca Popolare di Milano resta alto ma alta è anche la possibilità di guadagnare.

 

Investire in BPER: previsioni sulla quotazione Banca Popolare Emilia Romagna

BPER

La Banca Popolare dell’Emilia Romagna, tra gli istituti citati, è quella con meno appeal. Il fatto che manchino spunti di interesse su BPER non è automaticamente negativo. Le azioni della Popolare dell’Emilia Romagna, nell’ambito di un investimento tutto rivolto al settore delle banche popolari, possono infatti avere un peso quasi difensivo. Il fatto che oggi manchino spunti sulla BPER non significa che a breve  non possano esserci delle novità.

Come nel caso di tutte le altre popolari, anche per la quotazione BPER è sempre il dossier fusione a poter riservare delle sorprese. Non essendoci, però, nulla di concreto ecco che le fiammate che si sono viste su BPER sono state da imputare alle indiscrezioni più svariate. In quest’ottica vanno inquadrati i repentini miglioramenti della quotazione BPER a cui si è assistito in scia ai rumors su una possibile fusione con UBI Banca (sempre smentita da tutte le parti).

Il prezzo dell’azione BPER è aumentato, in tempi più recenti, anche a seguito di altri rumors che riferivano di un interesse della Popolare dell’Emilia Romagna verso Veneto Banca e la Popolare di Vicenza. Anche in questo caso, però, si è rimasti al solo terreno delle indiscrezioni e ad oggi BPER è la grande esclusa dal dossier fusioni. Considerando inoltre la Brexit e il clima che essa ha creato, investire in BPER nel breve periodo non dovrebbe avere molti supporti ma le idee di borsa possono sempre cambiare in poco tempo. Ad ogni modo l’unico driver di un certo interesse è rappresentato dal piano di cessione di crediti problematici BPER che, stando alle indicazioni del numero uno Vandelli, dovrebbe portare ad un alleggerimento delle sofferenze che gravano sulla popolare.

 

Come comprare azioni banche popolari

comprare azioni oggi

Alla luce di tutto quello che si è detto conviene investire nelle azioni delle banche popolari? Nei paragrafi precedenti si è visto che alcuni titoli sono più appetibili di altri ma, come tutto il settore bancario italiano, anche le popolari non sono immuni alle preoccupazioni. Certo è che tra i titoli del settore ve ne sono alcuni da preferire ma la view sul lungo periodo resta molto incerta. Impegnarsi per troppo tempo su una banca popolare potrebbe inevitabilmente far salire il rischio di rimediare una perdita anzicchè un guadagno dal proprio investimento.

Allo stesso tempo, altra faccia della medaglia, anche disinteressarsi dalle popolari potrebbe avere come ripercussione la perdita di ghiotte occasioni di profitto. E allora, come uscire da questo dilemma con cui spesso chi sceglie di investire in azioni si trova ad avere a che fare?

Il primo punto è chiarire se davvero conviene comprare azioni delle banche popolari o se può essere più proficuo limitarsi solo ad investire in questi titoli. Contrariamente a quello che si può pensare, infatti ,comprare azioni significa anche investire in azioni ma, al contrario, investire in azioni non si traduce per forza in un acquisto dell’azione.

Nel caso delle popolari, è possibile investire in azioni delle banche popolari senza per forza comprare questi titoli. Alla luce di tutto quello che abbiamo fin qui affermato, infatti, comprare azioni Banco Popolare, azioni Banca Popolare di Milano, azioni UBI Banca e azioni Banca Popolare dell’Emilia Romagna (solo per restare alle big) va a determinare talmente tante incombenze derivati dal possesso fisico di un titolo, che l’investitore può arrivare a pensare che il gioco non valga la candela.

Investire nelle azioni delle banche popolari, invece, può essere una oggettiva strada di guadagno.

 

Investire nelle azioni delle banche popolari con le opzioni binarie e i CFD

trading online banche

Il trading online rappresenta il mezzo attraverso il quale è possibile investire in azioni senza accollarsi i doversi proprio di un possessore fisico di azioni. Oggi esistono numerosi broker che consentono di fare trading binario o di comprare un CFD con sottostante una o più azione del comparto banche popolari. Il vantaggio delle opzioni binarie o dei Contratti per Differenza rispetto al tradizionale acquisto fisico dell’azione non riguarda solo il minor carico di onori o la minore tassazione.

Opzioni binarie e CFD, infatti, permettono di investire sui titoli delle banche popolari anche per periodo molto brevi. Addirittura, nel caso del trading binario, è possibile scommettere sull’andamento dell’azione Banco Popolare (solo per fare un esempio) anche per intervalli di pochi secondi. Per trarre profitto, in questo caso, è semplicemente necessario stabilire se il prezzo della quotazione Banco Popolare al termine del periodo indicato dallo stesso trader sarà superiore o inferiore rispetto a quello al momento di apertura del trade.

Per i CFD con sottostante azioni del comparto delle banche popolari il discorso è molto simile a quello del trading binario con una importante eccezione. Mentre nel caso delle opzioni binarie, infatti, il guadagno è secco (o si vince o si perde quella somma investita) con i Contratti per Differenza il profitto è legato al movimento del titolo e quindi, per vedere aumentare il proprio guadagno potrebbe essere necessario attendere più tempo. Sia le opzioni binarie che i CFD sono comunque una valida alternativa per cercare di guadagnare in borsa investendo sui titoli delle banche popolari.

Per fare trading online sulle azioni delle banche popolari si possono usare le migliori piattaforme indicate nello schema riassuntivo sottostante.


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