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Pubblicato da: Redazione - il: 14-06-2013 6:37

Costi dei conti correnti di base

Una delle novità in materia di conti correnti introdotte nel 2012, dall’esecutivo dei “tecnici” guidato da Mario Monti, è il cosiddetto conto corrente di base, destinato ai risparmiatori con difficoltà economiche e ai pensionati con basso reddito. Il debutto ufficiale è avvenuto il 1° giugno 2012 ma a quanto pare, a poco più di un anno dall’introduzione di questa nuova forma di conto corrente, si tratta ancora di strumenti semisconosciuti. Il primo anno dei conti correnti di base è senza alcun dubbio da considerarsi come un flop.

Ma che cosa sono, a chi sono rivolti e quanto costano ai risparmiatori? Partoriti dal decreto salva-Italia del dicembre 2011 e dalla convenzione siglata il 28 marzo 2012 dal Ministero dell’Economia, Banca d’Italia, Abi (Associazione bancaria italiana), Poste Italiane e Aiip (Associazione italiana istituti di pagamento), i conti correnti di base sono conti low cost, all’insegna della trasparenza e del risparmio, offerti gratuitamente alle fasce più disagiate della popolazione.

Tra le destinazioni di questi conti low cost ci sono, dunque, le fasce meno abbienti. Le caratteristiche del conto sono le stesse di quello ordinario, ma non si paga nessuna spesa: né il canone annuo, né l’imposta di bollo di 34,2 euro. E’ riservato a persone con Isee inferiore a 7.500 euro all’anno. L’Isee va presentato al momento dell’apertura del conto e poi ogni volta il primo marzo di ogni anno per non perdere il beneficio dell’esenzione completa dei costi.

Questi conti low cost sono poi destinati a quei pensionati che presentano un reddito mensile netto entro i 1.500 euro, ma che hanno un Isee pari o superiore a 7.500 euro. Si considerano nel calcolo tutte le tipologie di pensioni, ma non quelle della previdenza integrativa. Il conto corrente è gratuito, anche se ci sono molte limitazioni all’utilizzo: la richiesta di servizi aggiuntivi comporta un sensibile aumento dei costi.


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