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Pubblicato da: Redazione - il: 08-03-2014 9:22 Aggiornato il: 27-10-2018 16:20

Fac-simile richiesta chiusura fido bancario. Perché chiudere o revocare un fido bancario?

Il fido bancario è un credito che la banca, in virtù di un apposito contratto siglato dalle parti, mette a disposizione del cliente attraverso il suo conto corrente. In altre parole, la somma di denaro è disponile sul conto corrente ed il cliente può utilizzarla tutta o solo in parte e in tal caso deve poi provvedere a ripristinarla tramite successivi versamenti, con il pagamento degli interessi.

Ma come chiudere un fido bancario? Anzitutto occorre precisare che un fido può essere tempo determinato o indeterminato.

Nel primo caso il recesso può essere esercitato solo per giusta causa, mentre nel secondo caso in qualunque momento anche senza giusta causa.

In entrambi i casi, tuttavia, il cliente deve provvedere ad inoltrare apposita richiesta di chiusura mediante raccomandata con avviso di ricevimento. Di seguito proponiamo un esempio di richiesta di chiusura del fido bancario.

fido bancario come chiudere
Fido bancario: come chiuderlo?

Come chiudere un fido bancario?

Come chiudere un fido bancario?
Come chiudere un fido bancario?

Il fido bancario è considerato uno strumento alternativo al prestito tramite cui si può accedere ad una liquidità, seppur limitata, attraverso il proprio conto corrente  in modo semplice e veloce.

Il fido rappresenta uno strumento reputato da molti estremamente pericoloso, soprattutto considerando che molti istituti bancari esercitano la revoca del fido bancario dando al cliente un preavviso minimo. Questi costringono anche il cliente a rimborsare l’intera somma utilizzata più gli interessi maturati nel giro di pochissimi giorni.

L’alternativa è giungere insieme ad un piano di rientro del fido bancario, anche se occorre prestare le dovute attenzioni onde evitare di commettere gravi errori, come ad esempio quello di predisporre un piano che non si è in grado di sostenere.

Timori di questo tipo stanno spingendo sempre più persone a chiudere il fido bancario.

Ma come può essere esercitato il recesso?

Al riguardo occorre distinguere tra l’ipotesi in cui l’apertura del credito sia stata stipulata a tempo determinato o a tempo indeterminato.

Tempo indeterminato

Nel caso di un contratto a tempo indeterminato, il cliente può recedere in qualunque momento e senza pagare alcuna penale, dando però un preavviso di almeno un mese.

Tempo indeterminato

Nel caso di un contratto a tempo determinato, invece, la facoltà di recesso è subordinata alla sussistenza di una giusta causa. Anche in questo caso sarà necessario un preavviso, solitamente di almeno 15 giorni.

Riguardo alle tempistiche e alle modalità occorre in ogni caso far riferimento sempre al contratto siglato con la propria banca. In entrambi i casi, la revoca andrà esercitata tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento.

In ogni caso, tuttavia, per poter esercitare il recesso occorre sempre che, contestualmente all’esercizio di tale facoltà, il cliente provveda a pagare alla banca l’intera somma dovuta fino a quel momento.

Fac-simile chiusura fido bancario: revoca

Spett.le ………………….
Filiale ……………………
Via ……………………….
Cap ……. Città …………

RACCOMANDATA A.R.

Oggetto: Recesso fido bancario

Il/La sottoscritto/a ………………….. ………………….. nato/a ………………….. il ………………….. e residente a ………………….. in via ………………….. recapito telefonico ………………….. titolare del conto corrente ………………….. a cui è associata una linea di credito in virtù di apposito contratto datato …………………..

DICHIARA

di voler recedere dall’apertura della suddetta linea di credito. Coerentemente con quanto indicato dallo stesso contratto, il/la sottoscritto/a fornirà un preavviso di ………………….. giorni, pertanto il fido dovrà essere chiuso a partire dal giorno ………………….. . Sempre a tal fine, il/la sottoscritto/a comunica di aver già provveduto a ripristinare la disponibilità di credito.

Cordiali saluti.

Luogo e data

Firma

Puoi scaricare il fac-simile in formato PDF, cliccando qui>>

Costi del fido bancario

Quali sono i costi legati al fido bancario?
Quali sono i costi legati al fido bancario?

Il fido bancario non è altro che una linea di credito in conto corrente che la banca mette a disposizione del proprio cliente, sia esso un’azienda o un privato cittadino.

Questo finanziamento potrà essere utilizzato in qualsiasi momento e quando viene ritenuto più opportuno. Grazie a questa linea di credito, il correntista potrà effettuare le tradizionali operazioni bancarie (bonifici, prelievi allo sportello, emissione assegni e così via) e sopperire a una momentanea mancanza di liquidità.

Il fido bancario presenta dei costi, che non sono affatto trascurabili.

I costi del fido bancario vengono ripartiti in due categorie: diretti e indiretti.

Costi diretti

I costi diretti sono:

  • tasso di interesse applicato dalla banca;
  • commissioni;
  • spese di tenuta e chiusura conto;
  • spese per ogni operazione;
  • spese per estratto conto;
  • spese per la revisione del fido.

Abolita la commissione di massimo scoperto, sono state introdotte due nuove commissioni: Civ, ovvero Commissione di istruttoria veloce per gli sconfini extra-fido; Cdf, Commissione disponibilità fondi per i fidi.

Consti indiretti

I costi indiretti del fido bancario, invece, variano da cliente a cliente, soprattutto in base alle caratteristiche dell’azienda. In questa voce di spesa rientrano:

  • i giorni valuta;
  • assegni;
  • bonifici;
  • Ri.Ba.;
  • penali per passaggio a debito;
  • voci contabili singole.

Bisogna ricordare anche dell’anatocismo bancario, ovvero il sistema di capitalizzazione composta degli interessi maturati con lo scoperto di conto corrente.

Infatti, ogni mese la banca addebiterà al cliente degli interessi, che a loro volta matureranno interessi di trimestre in trimestre.

Questo processo dimostra che il fido bancario non è una buona soluzione per finanziarsi in ottica di medio-lungo periodo, soprattutto per le aziende, per cui deve essere utilizzato solo per brevi fasi di temporanea assenza di liquidità.

Quando la banca attua la revoca del fido bancario?

fido bancario
Quando la banca attua la revoca del fido bancario?

La banca ha tutto il diritto di revocare il fido bancario nel caso si tratti di un fido a tempo determinato. Questo vuol dire che il fido ha una scadenza e come tale la banca ha la possibilità di chiudere il fido a te intestato al termine della data prefissata da contratto.

In questi duce casi:

  1. Grave inadempimento del fido (utilizzo sconsiderato e superiore allo sconfino);
  2. Peggioramento irreversibile della situazione finanziaria;

La la banca ha il diritto di richiedere la revoca del fido bancario ed ha anche l’obbligo di comunicare tale decisione presa per iscritto. Deve anche e di pagare tutti gli assegni fino all’avvenuta revoca.

Come avviene tecnicamente la revoca del fido?

A seguito degli obblighi di legge a cui la banca deve attenersi al fine di rispettare la normativa, deve inviare una raccomandata al domicilio o alla residenza del soggetto interessato all’interno del quale viene comunicata la revoca del fido.

All’interno della raccomandata sono inserite le modalità di chiusura del fido e l’estratto conto fino al termine dell’utilizzo.

All’interno della lettera, la banca deve inserire i tempi di rimborso del fido a revoca. Nella maggior parte dei casi viene richiesto di ripianare il debito entro un max di 10 giorni dalla data di ricevimento della revoca.

Il cittadino a questo può adire e rivolgersi ad un arbitro bancario finanziario al fine di far valere le sue ragioni. Nel caso in cui abbia torto paga il debito entro un tempo massimo previsto dalla legge.

In ogni caso le comunicazioni con la banca, in caso di pagamento o di ricorso, devono avvenire sempre e solo a norma di legge in forma scritta e tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.

Scadenza del fido bancario

Abbiamo detto che il fido bancario può essere a tempo determinato o a tempo indeterminato. Questo possiede anche alcune caratteristiche come ad esempio la non scadenza di rate.

Allo stesso tempo possiede un calcolo di interessi trimestrali molto pericoloso, il quale può causare un aumento del debito (incontrollato) e uno sconfino oltre la somma finanziata dalla banca.

Esistono anche degli eventi per le quali la banca può revocare il fido. Lo deve fare solo inviando all’interessato una lettera con oggetto “Revoca Affidamento n°… etc“.

Si consideri infine che la banca revoca il fido solo in determinate circostanze e che in certi casi di revoca immotivata, il giudice può dare ragione al correntista.

Revoca immotivata e brutale del fido bancario

Potrebbe anche succedere che la banca proceda con una revoca senza motivazioni e piuttosto brutale dell’affidamento bancario.

In questi casi puoi adire rivolgendoti ad un legale al fine di tutelare i propri interessi e soprattutto all’ Ombudsman Bancario, ovvero l’organo che tutela il corretto svolgimento delle pratiche degli istituti di credito.

Nel caso di revoca immotivata dell’affidamento si può anche contattare l’Arbitro Bancario Finanziario, oppure il prefetto e rappresenta una tutela per i contribuenti.

Revoca Fido: Cosa prevede la legge?

La legge stabilisce che la banca non può recedere dal contratto di apertura del credito a tempo determinato prima ancora che sia avvenuta la scadenza del termine, se non per giusta causa.

Il recesso sospende nell’immediato l’utilizzazione del credito. La banca deve concedere un termine di almeno 15 giorni al cliente il quale deve entro e non oltre questo termine restituire le somme utilizzate dai relativi accessori.

Nel caso dell’apertura di credito a tempo indeterminato, ciascuna delle parti può recedere dal contratto. Lo può fare mediante un preavviso di termine stabilito dal contratto.

La legge prevede che se l’apertura di credito è a tempo indeterminato, ciascuna delle parti può recedere dal contratto. Lo può fare mediante un preavviso ed entro i termini stabiliti dal contratto, dagli usi o, in mancanza, in quello di quindici giorni.

Non è menzionata la giusta causa e questa non legittima la banca ad interrompere bruscamente e senza preavviso il fido.

La banca può esercitare il diritto contrattuale di recedere anche senza giusta causa. Questa deve però rispettare il principio generale di correttezza e buona fede dell’esecuzione del contratto.

Come difendersi dalla banca?

La revoca del fido, può avvenire per giusta causa e/o per mancato preavviso. Questa può essere contestata dal correntista ricorrendo all’Arbitro Bancario Finanziario o avviando una vera e propria causa di risarcimento danni dinanzi al giudice.

Si deve però provare la revoca abusiva del fido. In questo caso, il correntista deve dimostrare tramite prove documentali che non ci sono giustificati motivi di recesso e che la propria situazione economico-finanziaria è abbastanza stabile. Si deve anche dimostrare che la banca ha violato i doveri di correttezza e buona fede nell’esecuzione del rapporto contrattuale.

Molto più complessa è la prova ai fini della richiesta di risarcimento del danno.

Si deve dimostrare che la revoca del fido sia imprevista e illegittima e come tale abbia causato danni patrimoniali e non patrimoniali.

La mancanza di prova concreta dei pregiudizi comporta il rigetto della domanda di risarcimento.

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