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Pubblicato da: Redazione - il: 10-06-2013 5:22 Aggiornato il: 20-12-2018 8:04

Quanto costa un conto titoli? Definizione e migliori conto titoli

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Il conto titoli è necessario per effettuare investimenti sui mercati finanziari attraverso la propria banca e si differenzia dal classico conto corrente anche se collegato al conto principale: in pratica rappresenta una sorta di custodia dei propri investimenti.

Viene spesso chiamato anche dossier titoli e può essere aperto solo se si possiede già un conto corrente.

Bisogna ricordare che se si possiede già un conto corrente presso la banca X, ma si vuole investire attraverso la banca Y, è necessario aprire un nuovo conto corrente con la banca Y e solo dopo attivare il conto titoli. Ciò vuol dire che, oltre ai costi previsti per il conto corrente tradizionale, bisognerà farsi carico anche delle spese previste per il conto titoli.

La spesa annua per il conto corrente è pari a 34,2 euro, a meno che la giacenza media annua non sia inferiore a 5 mila euro. In questo caso il conto corrente non costerà nulla.

Conto-deposito-titoli-quanto costa
Conto deposito titoli quanto costa?

Cosa è un conto titoli? Definizione

Definizione di Conto titoli
Definizione di Conto titoli

Per definizione il conto titoli è un conto di appoggio, collegato ad un conto corrente su cui vengono spostate tutte le somme, che il cliente della banca, decide di investire. Questo agevola di molto la gestione.

In genere esso viene attivato automaticamente soprattutto nel momento in cui si sottoscrive un investimento. Ci sono però delle banche che prevedono l’apertura di questo conto direttamente da ufficio e lo fanno contestualmente all’apertura del conto corrente.

Se si attiva questa procedura il servizio rimane gratuito fino a quando si decide di cominciare a utilizzarlo. Il conto titoli non deve essere confuso con il conto corrente; si tratta di 2 strumenti di livello e funzione differente.

Il conto corrente in pratica permette di svolgere le operazioni quotidiane come:

  • Accrediti;
  • Addebiti;
  • Spese.

Molti la definiscono come la piattaforma su cui passano tutti i servizi bancari.

Il conto titoli, invece, è dedicato esclusivamente agli investimenti. Si tratta di un conto che permette di custodire:

  • Certificati azionari;
  • Obbligazioni;
  • Titoli di Stato.

Questo avviene preservandoli da:

  • Perdita;
  • Furto;
  • Danneggiamento;
  • Pericolo di distruzione.

Il tutto viene gestito sulla base delle indicazioni del correntista.

Conto deposito titoli: a cosa servono?

A cosa serve veramente un conto titoli
A cosa serve veramente un conto titoli?

A questo punto, una volta che abbiamo dato la definizione di conto titoli, possiamo procedere oltre e analizzare nel dettaglio a cosa servono.

Il conto titoli abbiamo detto viene offerto a tutti i risparmiatori che decidono di investire i propri risparmi in strumenti finanziari. Non importa che essi siano semplici o complessi; parliamo molto spesso di BOT o anche strumenti derivati. Tutti coloro che investono hanno bisogno di un Conto deposito titoli, che in molti casi è conosciuto anche come Dossier titoli.

Con il conto titoli non è possibile effettuare operazioni che si possono invece effettuare con un conto corrente. Si può solo investire esclusivamente acquistando azioni, fondi comuni, obbligazioni o certificati.

Ricordiamo anche che questo viene aperto automaticamente e contestualmente alla stipula del contratto per il conto corrente direttamente dalla banca, il quale rimane inattivo fino al momento in cui il risparmiatore non decide di operare.

I costi sono anch’essi congelati ma solo fino a quando non si effettuano investimenti; non ci sono per tanto commissioni o bolli da pagare. Possiamo dire che, il conto titoli serve per razionalizzare e semplificare le diverse operazioni con l’intento di non perdere informazioni importanti come ad esempio i contratti di acquisto dei titoli di Stato oppure le informazioni relative all’adesione ad un fondo comune d’investimento.

Il conto titoli è dedicato esclusivamente agli investimenti; per tale motivo non consente di svolgere le operazioni quotidiane.

Differenza tra deposito a risparmio e deposito titoli

Differenza tra conto titoli e conto risparmio
Differenza tra deposito a risparmio e conto titoli 

Tra le diverse differenze, molto importante è quella che intercorre tra deposito a risparmio e deposito titoli.

La banca offre entrambe le tipologie. Il deposito a risparmio (conto deposito) o il deposito a titoli, anche se offerti dalle banche rappresentano prodotti ben diversi tra di loro ma che possono creare confusione.

Grazie al deposito a risparmio il cliente ottiene un guadagno derivante dai tassi d’interesse; il deposito titoli serve invece ad ospitare risultati delle operazioni di compravendita di strumenti finanziari come obbligazioni, titoli pubblici, fondi comuni, ecc.

Miglior Deposito Titoli: Offerte Migliori per Gestire i Investimenti

Conto-deposito-titoli-quanto costa
Quanto costa veramente un conto titoli? quali sono i migliori?

Arrivati a questo punto del nostro approfondimento, non ci resta che analizzare quello che è il miglior deposito titoli disponibile sul mercato italiano.

Lo analizzeremo anche al fine di comprendere quale meglio si adatta agli investitori che vogliono fare trading su azionario italiano e su obbligazionario.

Binck Bank

Binck Bank è considerata una banca specializzata nell’offerta di strumenti per il trading. Quest’offerta è riservata esclusivamente alla clientela non istituzionale; sono considerati tali i piccoli trader e i piccoli risparmiatori che vogliono cominciare ad investire su uno dei seguenti mercati:

  • Azionario;
  • Obbligazionario;
  • Titoli derivati.

Binck Bank offre la possibilità di investire, tramite il suo dossier titoli, su:

  • Azioni: più di 20 mercati a listino;
  • Obbligazioni statali e bancarie, passando da quelle corporate e strutturate;
  • Bond sovranazionali;
  • Opzioni quotate su Euronext ed Eurex. Questi non devono essere confusi con quelli commerciati sul mercato OTC ma parliamo di opzioni standardizzate. Sono disponibili per altro oltre 400 sottostanti;
  • Futures: offrono un ampio parco di sottostanti suddivise per valute, azioni, indici;
  • ETF: sono considerati come fondi comuni a gestione automatica e permettono risparmi consistenti in termini di commissioni. Sono un ottimo strumento per operare in modo differenziato sui mercati senza spendere un occhio della testa;
  • Certificates: sono negoziabili su mercati regolamentati come ad esempio Sedex e Cert-x.

Binck infine permette di fare tutto questo con una delle piattaforme online più evolute per fare trading con un dossier titoli (che è uno di quelli per consumatori) più simile alle piattaforme per professionisti.

Costi

Per quanto riguarda i costi applicarti da Binck Bank essi si differenziano in base ai diversi profili; possiamo optare per scegliere un profilo fisso italia che prevede commissioni a partire da 11 euro e scalano fino a 5 euro a seconda del numero di operazioni che effettuiamo nel trimestre precedente.

C’è anche la possibilità di operare con un profilo fisso estero, con lo stesso programma di commissioni e gli stessi scaglioni. Infine è possibile operare con profilo variabile dello 0,17%, con commissione minima di 2,5 euro e massima di 17,5 euro sui titoli italiani. Il profilo estero a percentuale prevede un pagamento dello 0,18% con un minimo di 5 euro e un massimo di 50 euro.

Webank

Il secondo conto che analizzeremo è quello offerto da WeBank, che è partita proprio come banca specializzata nel trading online da casa adatto a tutti. Anche quelli che non hanno dimestichezza con il mondo del risparmio e dell’investimento possono investire in modo semplice con WeBank.

L’offerta di WeBank è una delle più complete considerando anche il livello di piattaforme utilizzate per l’investimento. E’ possibile scegliere per questo investimento la piattaforma web proprietaria.

WeBank, offre infine un enorme numero di titoli e sottostanti che permettono di operare con commissioni a partire da 2,95 euro per singolo trade.

Fineco

Fineco offre la possibilità di fare trading ed è considerata la piattaforme più utilizzate in Italia. Questa piattaforma viene utilizzata da 250.000 trader in tutto il mondo che amano investire su mercati italiani. Si tratta di una piattaforma dell’elite del trading online almeno nel nostro Paese.

Fineco offre la possibilità di investire su ben 26 Borse Mondiali e su oltre 50 diverse coppie Forex, con commissioni che partono da 2,95 euro e che premiano chi effettua un alto numero di trade ogni mese. Grazie ad essa è possibile investire su Azioni e CFD, ma anche su Futures, Opzioni, Obbligazioni statali e corporate, ETF, Certificates e CW.

Per quanto riguarda i costi, ricordiamo che Fineco offre dei profili fissi a scalare, che scendono al crescere della spesa in commissioni durante il mese precedente.

Ing Direct

Ing Direct è la piattaforma che da diversi anni ormai offre un deposito titoli e una piattaforma trading online adatta per operare sui mercati principali europei e non.

Uno degli aspetti più interessanti del deposito titoli di Ing Direct è l’assenza di costi collegati con il mantenimento del conto. Infatti, si devono pagare solamente commissioni di acquisto e di vendita e non ci sono incombenze nel caso in cui si utilizzi il conto per fare pochi trade l’anno.

Si ha poi a disposizione un’ampia gamma di strumenti per l’analisi dei mercati, come ad esempio:

  • Grafici in tempo reale;
  • News dai mercati;
  • Indicazioni di investimento gratuite.

Con Ing Direct è possibile comprare e acquistare azioni italiane e straniere, warrant, ETF, ETC, ETF strutturati, titoli di stato e anche obbligazioni sul mercato MOT.

Chebanca!

Grazie a Che Banca! è possibile operare senza costi fissi, apertura, chiusura o gestione del conto titoli. In merito alle commissioni, si precisa che esse sono collegate alla tipologia di trading e varia dallo 0,05% per i bot, fino allo 0,3% per quelli superiori a 331 giorni.

Le commissioni per azioni, obbligazioni, ecc., sono invece dello 0,18% con un minimo di 3 euro.

Unicredit

La banca in questione offre un conto titoli con diritti di custodia che varia dai 20 ai 126 euro annuali, con commissioni sui Bot variabili tra lo 0,03% fino allo 0,15% in asta (altrimenti da 0,35%), e dallo 0,21% per ETF o i derivati con trading online italiani (0,50% quelli esteri).

Poste Italiane

Grazie al Conto trading Bancoposta, è possibile agganciare il conto titoli ad un conto corrente bancoposta (con diritti di custodia pari a 20 euro annuali per i titoli di stato oppure 30 euro), o su di un libretto postale (da 20 a 41 euro circa annuali).

Costi e commissioni: qual è il conto più economico?

Costi e commissioni del conto titoli
Costi e commissioni del conto titoli

Esistono ad oggi 3 tipologie di costi, di cui bisogna tener conto, nel momento di scegliere il conto titoli:

  • L’imposta di bollo: definita come imposta progressiva e obbligatoria. Solo nel caso di promozioni, la banca sceglie di farsene carico.
  • Diritti di custodia: sono d’importo fisso e dipendono soprattutto dal tipo di titoli acquistati e custoditi sul proprio conto. Esse dipendono anche dalla loro provenienza, ovvero se sono titoli Italiani o se invece sono esteri/esotici;
  • Commissioni percentuali o a forfait: sono pagate per le diverse operazioni di trading.

A questi costi diretti sul conto titoli si devono poi aggiungere anche quelli legati alla tenuta del conto corrente (se previsti) ed eventualmente quelli per poter usare il servizio di home banking.

Tipologia di investimenti e tipi di conto titoli

Nel caso in cui si desidera investire in Titoli di Stato, ma anche in principali azioni (come Telecom Italia, Enel, Eni, ecc), o obbligazioni, si devono confrontare i costi applicati per le varie operazioni di investimento.

Nel caso in cui invece si vuole investire su Futures, Etf, Warrant, Opzioni, ecc, allora la cerchia delle banche che li propone si stringe, anche se rimane comunque abbastanza ampia.

Infine, in merito ai titoli Otc si deve chiarire che non tutte le banche offrono questo servizio. Ecco anche il motivo importante per il quale si deve scegliere il miglior conto titoli che tenga conto anche dell’aspetto economico e che prescinde dal tipo di trading che si vuole effettuare.

In breve i risparmiatori (meno esperti), possono avvalersi della consulenza offerta della banca, mentre i più esperti possono personalizzare tutti gli aspetti che determinano la qualità della piattaforma di trading insieme alla presenza di strumenti di analisi, valutazione, simulazione e al supporto informativo offerto.

Il conto titoli ha un costo che varia da banca a banca.?

Certamente sì! L’intermediario finanziario chiederà una spesa una tantum su base annua, che rappresenterà il costo di custodia degli investimenti effettuati tramite la banca.

Anche con Poste Italiane è possibile fare investimenti e quindi aprire un conto titoli. Tuttavia, è necessario aprire innanzitutto un conto corrente postale e poi attivare il dossier titoli. Anche qui i costi sono variabili, a seconda degli investimenti scelti e le tipologie di depositi postali attivati.

In molti casi il conto titoli viene offerto gratuitamente dalle banche a patto che si effettuino investimenti di un certo ammontare (solitamente 15-20 mila euro di controvalore).

Gli investimenti custoditi nel conto titoli (ma anche quelli fuori dossier) sono tassati con un’imposta di bollo proporzionale dello 0,15% (la cosiddetta “patrimonialina”).

Infine, oltre al conto titoli, bisogna considerare che per ogni transazione effettuata la banca ci addebiterà una commissione, che può essere fissa o variabile a seconda del controvalore investito.

Come scegliere il conto migliore?

Al fine di valutare e scegliere un conto online si deve necessariamente fare la somma di tutti i costi fissi, dei costi variabili e di eventuali interessi creditori. Se si sceglie di operare principalmente online si possono valutare queste tipologie di conto, che oltre ad essere economico prevedono anche dei bonifici e dei prelievi gratuiti e la possibilità di richiedere un carta di credito.

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