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Pubblicato da: Redazione - il: 01-03-2013 8:13 Aggiornato il: 18-10-2018 14:05

Cos’è un conto deposito?

Il conto deposito è uno strumento di gestione del risparmio che consente di ottenere una remunerazione piuttosto elevata del proprio denaro. Può essere aperto solo se si possiede un conto corrente d’appoggio e non è esposto a rischi elevati.

Molti lo equiparano ad un conto corrente tradizionale sebbene non presenta le stesse funzionalità.

Il denaro versato su un conto deposito è garantito dallo Stato attraverso il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fino a 100 mila euro. Questo strumento è una soluzione vantaggiosa per parcheggiare la liquidità in un’ottica di breve periodo.

Definizione di conto deposito

conto deposito
Definizione di conto deposito

Il conto deposito è definito “conto di liquidità” in quanto l’obiettivo del risparmiatore è quello di mettere al sicuro i propri risparmi, senza perdere l’opportunità di ottenere una remunerazione sulle somme versate. I conti deposito non permettono però di effettuare le classiche operazioni bancarie, come:

  • bonifici;
  • accredito dello stipendio;
  • pagamenti con bancomat o carta di credito;
  • addebito delle bollette, ecc.

Questi conti consentono semplicemente di versare il denaro, in attesa di ottenere una remunerazione nel tempo e di trasferirlo sul conto corrente di appoggio in caso di esigenza.

Conto deposito: come funziona?

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Conto deposito: come funziona?

Al fine di aprire un conto deposito è necessario essere titolari di un conto corrente classico. Questo secondo conto serve da appoggio, in quanto ti permette di effettuare online tutte le operazioni di trasferimento di denaro dal conto operativo (conto corrente) al conto deposito. In questo modo potrai alimentare il tuo conto di risparmio.

Al fine di depositare i tuoi risparmi sul conto di deposito devi poter effettuare un semplice bonifico al fine di trasferire dal tuo conto corrente la somma che desideri investire. Se invece vuoi effettuare un prelievo e quindi ritirare i tuoi soldi, basta, eseguire l’operazione inversa e trasferire il denaro che ti serve sul conto corrente tradizionale.

Versamenti

I versamenti possono avvenire mediante bonifico dal conto di appoggio al conto deposito. E’ anche possibile utilizzare assegni bancari o servizio RID.

Prelievi

Avvengono solo mediante bonifico dal conto deposito al conto di appoggio.

Infine, puoi aprire il tuo conto di deposito direttamente online. Ad esempio puoi aprire un conto deposito mediolanum o un conto di deposito Unicredit o ancora un conto deposito postale. Tutto quello che devi fare è valutare l’offerta migliore, quella che ritieni più adatta alle tue esigenze e richiedere l’apertura del tuo conto di liquidità. L’attivazione avviene in maniera semplice e non è subordinata a processi istruttori. Molti Istituti di credito richiedono un deposito minimo per l’apertura del conto deposito.

Caratteristiche del conto deposito

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Caratteristiche del conto deposito: zero imposta di bollo

Abbiamo detto che un Conto di deposito è un conto corrente bancario con delle limitazioni nelle proprie funzionalità. Il suo scopo è quello di fruttare interessi sul capitale investito.

La maggior parte dei conti di deposito esistenti non hanno costi. Allo stesso tempo, però, prevedono un tasso d’interesse superiore rispetto ai conti correnti tradizionali (anche se molto spesso solo nel primo periodo).

Questi conti prevedono anche l’obbligatorietà per il sottoscrittore di possedere un conto corrente tradizionale il quale non per forza deve essere posseduto presso la stessa banca. Il tutto ha il solo scopo di effettuare operazioni di prelievo e deposito. Il conto corrente collegato viene quindi definito come conto d’appoggio o conto predefinito.

Un’altra caratteristica fondamentale dei conti deposito è che non consentendo di prelevare più della liquidità disponibile sul conto. Allo stesso modo, non richiedono la concessione di alcuna garanzia per l’apertura.

Abbiamo anche detto che le banche (in alcuni casi) offrono condizioni di favore all’apertura del conto deposito che solitamente sono tali nel caso in cui si vincola il capitale depositato. Nel caso in cui si vuole ritirare il capitale depositato prima della scadenza, questo è possibile ma con la perdita del diritto a percepire gli interessi. Le banche effettuano anche delle campagne promozionali e concedono condizioni particolarmente vantaggiose per tutti quelli che investono soldi o aprono un nuovo conto.

Conto deposito bancario: rischi

Come in tutti gli investimenti ci sono dei rischi, anche il conto deposito bancario è soggetto ad essi. Possiamo però dire che questi sono molto più limitati rispetto ad altri.

Il rischio che maggiormente preoccupa è quello connesso all’apertura di un conto di deposito nel caso in cui la banca possa non essere in grado di prestare fede ai propri obblighi contrattuali. Questo vuol dire non poter restituire ai correntisti il capitale depositato in aggiunta agli interessi contrattualmente previsti. Solitamente un caso del genere si viene a verificare solo a causa di fallimento della banca.

Il rischio oggi è particolarmente limitato dall’obbligo, per tutte le banche operanti nella Comunità Europea, di aderire al sistema di garanzia dei depositi, il quale assicura un livello di garanzia fino ad un massimo di 100.000 euro per ogni depositante (Direttiva Comunitaria 2009/14/CE).

Per questo motivo tutte le banche italiane, sono obbligate ad aderire al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi il quale garantisce ogni singolo depositante, per le disponibilità risultanti sul conto e fino ad un massimo di 100.000 euro. Il limite massimo garantito è stato fissato dal Decreto Legislativo 24 marzo 2011, n.49 che ha modificato quello precedente di 103.291,38 euro, pari a 200 milioni di vecchie lire.

se si tratta con banche estere operanti in Italia, queste non sono tenute ad aderire al Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi e possono limitarsi ad aderire al fondo obbligatorio nel proprio Paese di origine. Anche in questo caso si deve però rispettare la Direttiva Comunitaria n. 2009/14/CE.

Al fine di tutelare la stabilità del sistema finanziario le banche sono tenute a garantire precise condizioni di sana e prudente gestione. Essendo tali sono sottoposte alla vigilanza della Banca Centrale del Paese di origine come ad esempio la Banca d’Italia nel caso delle banche italiane.

Infine ricordiamo che sono gli stati ad intervenire al fine di evitare il fallimento delle banche. Per tale motivo definiamo il conto deposito garantito dallo Stato. 

Vi è infine il rischio di variazioni unilaterali delle condizioni economiche e contrattuali che dipendono esclusivamente da normative interne. Il cliente potrà scegliere se adottare le nuove norme contrattuali o meno. Se si scegliere di recedere dal contratto, si hanno al massimo 60 giorni per rescindere dal contratto.

Cos’è un conto deposito vincolato e libero?

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Cos’è un conto deposito vincolato?

Il conto deposito può essere vincolato o libero.

Nel primo caso il rendimento offerto è di gran lunga superiore rispetto a un deposito senza vincoli di tempo. Il conto deposito vincolato ha solitamente una scadenze compresa tra i 12 e i 24 mesi. E’ comunque possibile ritirare in qualsiasi momento il denaro dal conto deposito, anche se vincolato.

Tuttavia, la banca potrebbe portare il tasso di remunerazione sul livello base o addirittura addebitare una penale. In ogni caso i tassi più alti sono sempre quelli offerti per via promozionale; dopo il periodo di promozione, la banca offre il tasso base.

Opzioni di vincolo

Se si sceglie di vincolare il denaro sul conto per un determinato periodo di tempo, si deve prendere in considerazione il fatto che ci sono dei conti deposito che offrono condizioni davvero di favore, come i tassi di interesse più elevati o il pagamento anticipato degli interessi. Nel caso di vincolo si ha sempre la possibilità di prelevare il proprio denaro dal conto anche se in genere si perde il diritto a percepire gli interessi legati al periodo in cui il denaro è stato depositato sul conto.

Conto deposito: quanto rende? Condizioni economiche

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Miglior conto deposito: rendita

Il conto deposito viene aperto solitamente dopo aver selezionato i migliori, scegliendo tra le varie offerte effettuate dalle banche. Questi sono scelti in base al rendimento effettivo garantito da ciascuno. Quindi, nello scegliere un conto deposito, devi valutare attentamente:

  1. il tasso di interesse promesso;
  2. la logica di capitalizzazione degli interessi;
  3. le spese da sostenere per il deposito.

Anche se sembra un’operazione semplice, non lo è affatto poiché tutti i conti differenziano tra loro anche per via:

  1. dei tassi di interesse d’ingresso diversi da quelli garantiti a regime;
  2. delle logiche di capitalizzazione degli interessi differenti;
  3. spese diverse.

Di seguito descriveremo brevemente i parametri da prendere in considerazione in quanto concorrono al rendimento effettivo del conto deposito ed il tasso effettivo.

Tasso di interesse

Differisce da conto a conto e rappresenta il rendimento garantito sul capitale investito. Nella maggior parte dei casi le banche comunicano il tasso di interesse lordo al quale poi devono essere sottratte le tasse pari al 26% degli interessi lordi. Queste sono detratte direttamente dalla banca al momento della capitalizzazione degli interessi.

Gli interessi differiscono in base ai diversi prodotti offerti e per tanto si deve fare attenzione a tenere in considerazione il peso delle campagne promozionali. Molto spesso succede che ai nuovi clienti vengono offerte condizioni di favore ma in realtà il tasso a regime viene poi ridotto anche in maniera considerevole. Le banche hanno la facoltà di variare i tassi di interesse offerti unilateralmente.

Logica di capitalizzazione

E’ considerata come una modalità con cui vengono corrisposti gli interessi maturati. Ci sono dei conti deposito che riconoscono gli interessi in date predeterminate come ad esempio a fine anno o fine mese. Questo vuol dire che fino alla scadenza gli interessi possono essere reinvestiti, e quindi impatta sulla redditività effettiva del conto.

Spese

Sono quelle sostenute per il mantenimento di un conto deposito e per sostenere oneri diversi che comprende anche la tasse sugli interessi. Molti conti deposito adottano una logica a zero spese e non addebitando nessun costo. Se questo non avviene si potrebbe essere soggetti al pagamento dell’imposta di bollo o spese iniziali legate all’apertura del conto e alle spese periodiche per il mantenimento del conto.

Ovviamente tutte le spese da sostenere incidono negativamente sulla redditività finale del conto.

Tasso effettivo

Viene definito come un tasso calcolato in modo indipendente, secondo criteri di trasparenza e che rendono comparabili le offerte delle varie banche. Ad esempio il tasso di rendimento dei flussi di cassa sono generati dal capitale depositato e considerando tutti i flussi di cassa, positivi (interessi lordi) e negativi (tasse sugli interessi, imposta di bollo e spese eventuali) ed il momento in cui si verificano, è possibile riuscire a sintetizzare la redditività effettiva del conto deposito.

Un conto deposito che offre un tasso di interesse pari a X con pagamento degli interessi fra 6 mesi, sicuramente offre un tasso effettivo inferiore rispetto ad un conto che invece offre lo stesso tasso di interesse e pagamento degli interessi immediato.

Maggiori approfondimenti:

 

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