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Pubblicato da: Redazione - il: 20-05-2013 6:06 Aggiornato il: 22-10-2018 11:23

Costi conto deposito: quali sono le spese che incidono?

Il conto deposito consente ai risparmiatori di ottimizzare la gestione della propria liquidità, attraverso un mix di alto rendimento e bassi costi. Spinte dalla necessità di aumentare la raccolta anche attraverso il canale retail, le banche hanno dato vita in Italia a un prodotto particolarmente attraente.

In primis l’appeal di questa forma di investimento deriva dai costi molto contenuti. Infatti, l’apertura di un conto deposito è quasi sempre gratuita e non sono previste spese di gestione. Questo perché il conto deposito non presenta le stesse caratteristiche di un conto corrente.

La maggior parte dei conti deposito consente solo di parcheggiare la liquidità per un periodo predefinito di tempo (solitamente da 3 a 24 mesi) o senza alcun vincolo temporale. I classici servizi bancari offerti da un conto corrente – come i prelievi al bancomat, assegni, bonifici o accredito dello stipendio – non sono previsti in un conto deposito, salvo alcuni casi particolari di banche online che hanno integrato quasi tutti i principali servizi bancari in un unico prodotto.

Per aprire un conto deposito è necessario avere un conto corrente d’appoggio. Non necessariamente dello stesso gruppo bancario con il quale si intende allacciare un nuovo rapporto contrattuale definito soltanto alla sfera della remunerazione della liquidità.

Essendo i conti deposito a costo zero, per ciò che concerne la gestione stessa del conto, l’unica voce di costo a carico dei risparmiatori arriva dalle tasse.

Dal primo gennaio 2012 l’aliquota fiscale sugli interessi maturati è scesa al 20% dal 27%.

Tuttavia sui conti deposito viene applicata anche la cosiddetta “patrimoniale”, ovvero un’imposta di bollo proporzionale dello 0,15% sul capitale investito. Non ci sono più limiti al bollo, come accadeva invece in passato.

Per attrarre nuovi clienti spesso le banche lanciano promozioni di conti deposito senza imposta di bollo, che diventa così a carico della banca.

costi conto deposito
Costi conto deposito: a quanto ammontano?

Quali sono le spese che incidono sul conto deposito?

A seguito della loro limitata operatività che caratterizza questo tipo di conti, le spese che di solito sono collegate al conto corrente, non sono presenti. Se sono presenti, lo sono in misura totalmente ridotta.

Al momento, tra le spese che possono incidere in maniera considerevole sul conto deposito troviamo:

Penali per svincolo anticipato

Considerate come una spesa, in realtà non lo sono. Queste sono legate al vincolo temporaneo del denaro. Le penali sono previste per lo svincolo del deposito se questo avviene prima del termine previsto dall’opzione.

Spesso le penali sono legate alla sola rinuncia degli interessi. Ad ogni modo, è consigliabile leggere attentamente le clausola contrattuali le quali definiscono le penali in caso di svincolo anticipato.

Spese di tenuta conto

Sono generalmente non previste per questo particolare tipo di conto. Trattasi di soli canoni mensili/annuali che spesso sono collegati al costo del mantenimento del conto. Questo vuol dire essere soggetti a tassa di bollo o anche a tasse sostenute semplicemente a seguito di disponibilità del conto deposito, indipendentemente dall’uso effettivo che se ne fa.

Spese di apertura conto

Solitamente non sono presenti su questi particolari conti. Tutto dipende, però, dalla banca a cui richiedi l’apertura del conto.

Spese di chiusura conto

Molto spesso non sono applicate. Sono per altro nulle su questi prodotti e non sono neanche ammesse per legge.

Spese di produzione del rendiconto

Definita come una commissioni che la banca può o non può applicare. Tutto dipende da essa. Se questa spesa viene applicata, la si ritrova ogni volta che ogni volta che viene inviato il rendiconto (o estratto conto), in base alla periodicità e al canale di comunicazione stabiliti nel contratto.

Solitamente questi rendiconti sono spediti via mail e non prevedono alcun costo di spedizione.

Spese per versamento e prelevamento

Nella maggior parte dei casi e per la maggior parte delle banche, queste non sono previste.

Imposta di bollo sull’estratto conto

Al momento la spesa legata all’imposta di bollo è pari allo 0,20% delle somme depositate. In latri casi è la banca a farsi carico dell’imposta, che nella maggior parte dei casi non viene addebitata al cliente.

In pratica, scegliendo di investire i risparmi in un conto deposito, vuol dire farli fruttare con un rendimento annuo maggiore rispetto alla semplice giacenza in conto corrente. Solitamente questi sono legati a dei vincoli di non utilizzo del capitale per un periodo di tempo prestabilito. Esso varia da 3 mesi fino a 36.

Alla scadenza prefissata il capitale investito viene messo nuovamente a totale disposizione del cliente, insieme agli interessi maturati.

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