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Pubblicato da: Redazione - il: 09-06-2013 6:16

Cosa succede in caso di cambiale protestata

Il protesto è quell’atto pubblico – redatto da un notaio, ufficiale giudiziario o pubblico ufficiale – che accerta in forma solenne il mancato pagamento della cambiale nel momento in cui si procede con l’incasso della stessa. Grazie al protesto c’è la certezza della presentazione del titolo di credito nei tempi utili e chiaramente anche del conseguente rifiuto del debitore di pagare la cambiale. Quando si ha a che fare con una cambiale protestata, vuol dire che si può procedere con un’azione esecutiva per l’ammontare non pagato.

L’azione esecutiva può anche essere parziale, se il pagamento è stato effettuato solo in parte rispetto alla somma effettivamente dovuta. In ogni caso il portatore della cambiale potrà richiedere il pagamento della cifra non versata e prevista dal documento, gli interessi al tasso legale dal giorno della presentazione e le spese sostenute per procedere con l’atto del protesto (ma anche altre spese accessorie). Per ottenere il pagamento della cambiale si potrà procedere con un’azione cambiaria diretta, in via giudiziale contro il debitore principale, e con un’azione cambiaria di regresso verso gli obbligati che non pagano spontaneamente.

L’azione esecutiva consente di aggredire il patrimonio del debitore. L’atto che dà il via al procedimento esecutivo è il precetto, che viene notificato al debitore per metterlo al corrente della necessità di pagare entro un termine prestabilito (solitamente 10 giorni). Quando non è possibile l’esecuzione forzata sul patrimonio del debitore, si può iniziare il procedimento per ingiunzione.

Il giudice emanerà un decreto ingiuntivo per riconoscere la cambiale come titolo esecutivo e per consentire al creditore di procedere con l’esecuzione forzata. Serve, però, dare una prova scritta del proprio credito: non solo il documento in sé, ma anche contratti, fatture, parcelle, promesse unilaterali e così via. Se non si è in possesso del titolo esecutivo, non resta che avviare un procedimento di cognizione sulla base del rapporto creditore-debitore e non sul titolo.


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