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Pubblicato da: Investitore - il: 10-09-2019 9:37

Capital gain tassazione: come pagare meno tasse sugli investimenti

C’è un modo legale per pagare meno tasse sugli investimenti? La tassazione sul capital gain è uno di quegli argomenti di cui si farebbe volentieri a meno. Tuttavia, poichè dalle tasse non si può scappare, è bene mettersi l’animo in pace e cercare un approccio quanto più obiettivo possibile all’argomento.

Come calcolare e pagare le tasse nel trading online
Capital gain tassazione

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In questo post cercherò di capire se è possibile, in modo del tutto legale, pagare meno tasse sul capital gain. La questione è molto dibattuta e non è raro imbattersi in consigli che, in fin dei conti, portano semplicemente ad evadere le tasse attraverso comportamenti illegali. Non troverai nulla di tutto ciò in questa guida. La mia attenzione, infatti, sarà rivolta solo ai modi legali per pagare meno tasse sugli investimenti e riuscire ad ottimizzare la tassazione del capital gain.

Capital gain tasse 2019

Capital gain tasse 2019

La questione relativa alla tassazione del capital gain, pur subendo ogni anno leggere modifiche, è comunque immutata in quelli che sono i suoi capisaldi e i suoi principi base. Capital gain tasse 2019 e capital gain tassazione 2019 sono le due combinazioni di parole attraverso le quali gli investitori cercano informazioni su internet. Ebbene la ricerca può dirsi conclusa in quanto in questo articolo analizzerò nel dettaglio come riuscire a ottimizzare la tassazione sulle plusvalenze.

La questione del capital gain rientra, a sua volta, nella più ampia normativa relativa alla tassazione delle rendite finanziarie. Su ValoreAzioni c’è una lunga guida dedicata appunto alle tasse su rendite finanziarie e strumenti finanziari.

In linea di principio la tassazione sulle rendite finanziarie colpisce anche il guadagno in conto capitale ossia il capital gain. Capisco che sarebbe stato più sopportabile e accettabile se le tasse avessero riguardato solo i frutti distribuiti ma così non è. Più nel dettaglio la normativa sulla tassazione sugli strumenti finanziari prevede l’applicazione di varia aliquote su tutti i proventi da attività finanziarie.

La legge stabilisce che la capital gain tax è dovuta solo ed esclusivamente nel momento il titolo sottostante viene venduto. Questa è una caratteristica importante che contribuisce a configurare la tassazione sul capital gain come un’imposta non sul maturato ma solo sul realizzato.

Sempre la legge riconosce anche la possibilità che i redditi soggetti a tassazione possano essere compensati con minusvalenze precedenti. Da ciò si deduce che NON tutta la differenza tra il prezzo di vendita di un titolo e il controvalore di acquisto sarà tassata.

Faccio subito un esempio per meglio comprendere questo passaggio: se nei 4 anni precedenti hai realizzato una vendita in perdita, essa sarà un onere deducibile che ovviamente porterà all’abbattimento dell’imponibile tassato.

Tassazione interessi e dividendi

Tassazione dividendi

A differenza delle imposte sul capital gain, la tassazione sulle cedole, ossia le tasse su interessi e dividendi, scattano il giorno in cui è previsto il pagamento del provento. Sotto questo punto di vista la tassazione su interessi e dividendi funziona con il meccanismo della ritenuta alla fonte. Questo significa che nel momento in cui avviene lo stacco della cedola da parte di un titolo, si procede con il suo accreditamento sul conto corrente dell’investitore. Ovviamente la somma accreditata è al netto dell’imposta prevista.

Altra caratteristica che differenzia la tassazione sulle cedole rispetto alle tasse sul capital gain, riguarda la compensazione. Per quello che riguarda la capital gain tax, la compensazione è possibile mentre per quanto concerne interessi e dividendi non c’è possibilità di ricorrere ad alcuna compensazione.

Cosa significa tutto questo? Semplicemente impossibilità di recuperare minusvalenze pregresse.

Per approfondire il discorso rimando all’articolo specifico sulle differenze tra plusvalenze e dividendi.

Pagare meno tasse sugli investimenti

Pagare meno tasse sugli investimenti

Pagare meno tasse sugli investimenti è possibile ed è perfettamente legale. Forse non tutti sanno che si possono pagare meno tasse sugli investimenti in modo legale e adesso ti spiegherò come fare.

Il metodo tradizionale per arrivare ad un abbattimento dell’imposta è quello della compensazione delle minusvalenze. Questo è un metodo classico che però si applica solo ed esclusivamente su titoli ed azioni. Per altri tipi di asset, come ad esempio gli ETF, la compensazione delle minusvalenze non è proprio possibile. Il capital gain che deriva dagli ETF, infatti, è un reddito di capitale e quindi non può essere compensato con altre minusvalenze.

Per i fondi ETF l’unico modo per pagare meno tasse consiste nell’ottimizzazione fiscale degli stessi. Questo sarà l’argomento del prossimo paragrafo.

Come pagare meno tasse sugli ETF

L’ottimizzazione fiscale è il modo più semplice per pagare meno tasse sugli ETF. Per ottimizzare il tuo portafoglio dal punto di vista fiscale non devi far altro che puntare sugli ETF ad accumulo e movimentare il tuo portafoglio solo quello che serve. Movimenti frequenti del portafoglio ETF sono da evitare in quanto inducono ad una pessima ottimizzazione fiscale. Se la procedura ti sembra difficile, ti invito a leggere l’esempio riportato nel successivo paragrafo.

Tassazione sugli ETF: esempio su come pagare meno tasse

Capital gain ETF

Ammettiamo che tu abbia deciso di investire 100000 euro in un portafoglio, altamente ottimizzato e diversificato, che come rendimento offre il 6% annuo composto. Solo se questo ETF è ad accumulo, la tassazione scatterà nel momento in cui avverrà la vendita e non prima. In un ETF ad accumulazione ben ottimizzato, il rendimento netto effettivo non potrà che salire con il passare del tempo.

Considerando, come nel nostro esempio, un rendimento lordo del 6%, nel primo anno il rendimento lordo accumulato sarà pari a 106000 euro con tassazione pari a 1560 euro, rendimento netto del 4,44% e di conseguenza aliquota fiscale del 26%. Al trentesimo anno, però, il rendimento lordo accumulato sarà pari a circa 574000 euro, la tassazione a 123000 euro e di conseguenza il rendimento netto al 5,15% e l’aliquota di tassazione al 14,18%

In pratica reinvestendo i profitti lordi generati dall’ETF ad accumulazione è possibili ritardare il pagamento delle tasse. E’ questo un modo perfettamente legale per pagare meno tasse sugli investimenti in ETF. Lo ripeto: tutto legale. Ovviamente il requisito essenziale è che l’ETF sia ad accumulazione e che il portafoglio non subisca grandi movimentazioni.

Non è infatti un caso che con l’aumentare del tempo di detenzione del’ETF aumenti anche il rendimento netto. Proprio grazie al progressivo differimento delle tassa sarà possibile riuscire a far rendere al tasso lordo anche le somme che saranno versate a titolo di imposte allo stato.

Adottando questo metodo per risparmiare sulle tasse sugli ETF si determinerà, anno dopo anno, una situazione di questo tipo: il rendimento sale lentamente mentre l’aliquota di tassazione cala.

Capital gain tassazione: conclusioni

Capital gain tassazione

Nei paragrafi precedenti ho descritto un modo per ridurre la tassazione sul capital gain degli ETF. Ovviamente quello dato è solo un consiglio, un trucco finanziario. Nulla vieta non essere d’accordo con quanto detto. Metto già le mani in avanti poichè sono certo che qualche lettore avrà già pensato che la non costanza dei mercati impedisce di fare questo genere di proiezioni a 30 anni. Insomma non è affatto detto il quel 6% di rendimento lordo resti invariato.

E infatti qui nessuno dice che il 6% resta fissa e che i mercati non fluttuano. Tuttavia, oscillazioni e fluttuazioni in 30 anni o comunque in un lungo intervallo di tempo, non impattano sulla sostanza e sul senso di quanto affermato per risparmiare sulle imposte sugli ETF.

Preciso inoltre che le condizioni che ho fissato in precedenza per applicare questa regola, ossia il mantenimento di un portafoglio su focus ben definiti, non vanno applicati in modo estremo. In poche parole non è affatto vero che si può ottimizzzare la tassazione delle plusvalenze con l’immobilismo finanziario perchè, quando occorre, cambi e novità non solo sono possibili ma sono anche giusti. Sono però completamente da evitare cambi eccessivi e troppo frettolosi. In altre parole il turnover del portafoglio non deve essere la normalità nella propria strategia finanziaria poichè se lo fosse allora non sarebbe più applicabile il citato schema per pagare meno tasse sugli investimenti e ottimizzare la tassazione del capital gain.

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