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Pubblicato da: Redazione - il: 27-04-2016 7:41 Aggiornato il: 29-04-2016 16:42

Ipo azioni, Technogym verso Piazza Affari

Dopo Ferrari, è la volta di Technogym a prendere la strada dell’Ipo verso Piazza Affari. Come confermato da più fonti, infatti, la società re del wellness ha scelto di compiere i primi passi ufficiali per condurre il proprio business a base di tapis roulant e macchine attrezzi per lo sport, in Borsa. E così, pochi giorni fa, è partito altresì il road how che prevede una ricca serie di incontri con gli investitori istituzionali, finalizzato a preparare il campo a quella che dovrebbe essere la prima matricola di Piazza Affari per il 2016, giunta solamente a metà anno perché il tracollo di gennaio ha di fatto congelato il mercato (Ferrari in tal senso è “esclusa” dal conteggio perchè si è trattato di una scissione, e non di un’Ipo).

ipo

Per quanto concerne le caratteristiche del percorso che condurrà Technogym verso i listini dei mercati regolamentati di Borsa Italiana, sono gli stessi titolari dell’azienda (i fratelli Nerio e PierLuigi Alessandri) a svelare qualche dettaglio in più. Ricordando, tra l’altro, che il road show in corso durerà in tutto 10 giorni, toccherà Francoforte, Parigi, New York, Boston e, naturalmente, anche Milano.

Ancora, è stato esplicitato che la società giungerà sui listini con 750 milioni di capitalizzazione, qualificandosi dunque come Blue Chip, e che le azioni verranno offerte con un range compreso tra 3 e 3,5 euro, per un dimensionamento appunto compreso tra 603 milioni di euro e 753 milioni di euro. Si tratta, a ben vedere, di un prezzo complessivo che è un pò più basso di quello che era maturato nel corso degli ultimi mesi (alcuni osservatori ottimisti puntavano intorno al miliardo di euro, usando un multiplo di 12 volte sulla redditività 2015, pari a 80 milioni). L’impressione è dunque che la società voglia sbarcare in Piazza Affari con un prezzo volutamente “sottostimato”, per poter lasciare un margine di crescita interessante al titolo dopo la quotazione.

technogym

Per quanto concerne i dati di bilancio che verranno utilizzati come principale biglietto da visita per lo stato di salute della società, ricordiamo come lo scorso anno Technogym abbia toccato un giro d’affari di 511 milioni (+10 per cento rispetto all’anno precedente) mentre il margine operativo lordo è addirittura balzato del 40 per cento, a 86,7 milioni. Non ci sono praticamente debiti: 38 milioni di euro, meno della metà del margine operativo.

Tecnicamente, l’Ipo sarà strutturata come un’offerta pubblica di vendita, con gli attuali azionisti che offriranno sul mercato le loro azioni, incassando liquidità. Non vi è dunque traccia di un aumento di capitale, bensì – pertanto – della vendita di quote da parte del fondo Arle che oggi detiene il 40 per cento dell’azienda e che collocherà, tramite la scatola Salhouse Holding, il 28,75 per cento.

Al termine dell’operazione di quotazione, il fondo Arle rimarrà dunque azionista di minoranza con una quota del 12 per cento circa, mentre la coppia di imprenditori romagnoli, che conservano il 60 per cento della loro società tramite la holding Wellness, non venderanno alcuna azione e rimarranno pertanto saldi al timone della compagine societaria.

Sulle motivazioni che conducono Technogym in Piazza Affari, il top management fa sapere che si tratta di “un progetto a lungo termine, lo sbarco in Borsa avviene a prescindere dalle fluttuazioni dei mercati. E soprattutto, è una scelta fatta anche in un’ottica di managerializzazione dell’azienda”.

Pertanto, per Technogym si preannuncia un’estate particolarmente interessante. Da una parte la quotazione in Borsa, dall’altra parte il supporto alla nazionale italiana che partirà per il Brasile a caccia di medaglie olimpiche.

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