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Pubblicato da: Investitore - il: 02-10-2016 22:59

Previsioni borsa: impatto referendum e trading nel breve termine

Il referendum costituzionale del 4 dicembre prossimo sta già esercitando tutto il suo peso sui corsi di borsa. Dal giorno in cui il Consiglio dei Ministri ha fissato la data della consultazione, gli scambi a Piazza Affari sono diventati più sottili. Secondo molti analisti il rallentamento degli scambi è il segno tangibile dell’affermazione di un approccio improntato alla prudenza. Tale prospettiva, ovviamente, condizionerà le stesse previsioni di borsa.

borsa-italiana

Mai come oggi chi sceglie di investire in azioni è portato a chiedersi quali titoli comprare oppure vendere in attesa del referendum. Non essendoci una risposta univoca a questa domanda, la reazione del mercato è quella dell’alleggerimento dell’azionario. Il calo dei volumi emerso subito dopo la fissazione della data del referendum va inquadrato in questa situazione.

La prudenza potrebbe però anche continuare nelle prossime settimane. Le previsioni di Borsa di ottobre e dicembre 2016 sono condizionate dall’improvvisa assenza di spunti. Il referendum costituzionale ha infatti cancellato i tanti drivers che fino a ieri erano presenti sul mercato. In poco tempo si è passati in Borsa da un autunno potenzialmente scoppiettante ad un autunno quasi piatto.

Le grandi questioni, infatti, sono state come imbalsamate. In quest’ottica va letto il rinvio a dopo il referendum dell’aumento di capitale di Monte dei Paschi. Ma è stato anche rinviato tutto il discorso sul salvataggio di Unicredit. Rinvii anche per quello che concerne le nuove quotazioni in Borsa. Dopo mesi di indiscrezioni, infatti, è sempre più evidente che la seconda fase dell’IPO di Poste Italiane si terrà in data da destinare. Nulla da fare neppure per quello che riguarda l’IPO di Ferrovie dello Stato. Quest’ultima doveva essere la grande operazione di autunno ma, dopo una serie di tira e molla, tutto sembra essere finito in un cassetto.

I casi di Unicredit, Mps, Poste Italiane e Ferrovie dello Stato di fatto implicano la riduzione dell’appeal ad investire in Borsa. Del resto, perchè si dovrebbe rischiare se per i prossimi mesi non ci sono argomenti in grado di spingere la borsa?

Previsioni Borsa nel segno dell’incertezza

investire in borsa da casa

Le previsioni della borsa per i mesi di ottobre e novembre sono influenzate, oltre che dal referendum costituzionale, anche dalle elezioni presidenziali americane. Questo secondo fattore suggerisce prudenza non solo sulle azioni italiane ma anche sulle azioni estere. Il vento a Wall Street, infatti. è cambiato anche perchè nessuno si attende più novità dai tassi Fed fino alle prossime consultazioni.

Referendum in Italia a elezioni negli Stati Uniti determineranno un progressivo rafforzamento dell’incertezza. Le stime sull’andamento della Borsa nei prossimi mesi devono quindi tenere in considerazione questi due fattori. Secondo alcuni analisti l’atteggiamento prudente è destinato addirittura a rafforzasi man mano che ci si avvicina al referendum. Secondo Stefano Andreani, gestore azionario Italia di Lemanik, l’attesa per il referendum ha congelato gli investimenti. Fino al 4 dicembre su questo fronte sarà quindi tutto bloccato.

Il forte impatto del referendum sulle previsioni di borsa è dovuto anche ad una serie di altri fattori con cui il mercato italiano fa da tempo i conti. Da mesi, infatti, le banche sono alle prese con la matassa dei crediti deteriorati. Non ci sono solo i casi di Unicredit e del Monte dei Paschi. Chi più chi meno, tutti soffrono per gli Npl. Sotto questo punto di vista, l’andamento dei titoli del settore bancario a Piazza Affari è stato molto deludente. A pesare, oltre ai miliardi di sofferenze bancarie, ci sono anche i tassi di riferimento tanto bassi da erodere, sempre di più, la marginalità.

Su questo fronte le previsioni non sono affatto positive. La Banca Centrale Europea, infatti, continuerà con la sua fase espansiva e la marginalità delle banche continuerà a soffrire. Unica novità che potrebbe verificarsi con i prossimi board Bce potrebbe essere la fine della leva dei tassi negativi e il ricorso a nuovi strumenti di espansione.

Questo cambio di mezzo ma non di finalità ha però bisogno di mesi per delinearsi. Sul fronte valutario, quindi, tutto dovrebbe restare inalterato.

Previsioni azioni: investire in Borsa ma con attenzione

borsa

La Borsa di Milano è imbottita di titoli del settore bancario. Per questo motivo tracciare le previsioni di borsa per il mese di ottobre e novembre significa delineare le previsioni delle azioni delle banche. Le strategie top down continueranno a caratterizzare i bancari le cui valutazioni sono decisamente basse rispetto al Ftse Mib. Che le banche italiane stiano sottoperformando l’indice di riferimento è indubbio ma è pure certo che questo trend non potrà certamente cambiare nel breve termine. Su questo punto il gestore azionario è molto chiaro: inutile attendersi novità nel breve periodo. Le azioni delle banche potrebbero tentare un recupero solo se l’incertezza si riducesse.

Allo stato attuale dei fatti non ci sono segnali che lascino intendere un simile cambio di rotta. Oltre al referendum, le azioni delle banche sono chiamate a fare i conti anche con altre variabili. Il maggiore fattore di preoccupazione che influenza le previsioni sulle azioni delle banche riguarda la normativa sul capitale. I nuovi requisiti SREP (supervisory review and evaluation process) saranno rese note a cavallo tra la fine del 2016 e l’inizio 2017.

Con la nuova normativa sarà possibile avere nuovi metri valutativi su come procedere alla misurazione del livello di rischio in capo alla singola banca. La diffusione dei nuovi requisiti SREP è molto attesa in tutta Europa ma sopratutto in Italia.

Le banche italiane, infatti, stanno vivendo un periodo molto delicato. In un contesto simile individuare spazi per una ripartenza non è affatto semplice.

Migliori azioni in cui investire

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Per fortuna che a Piazza Affari non ci sono solo le banche! A fronte di un settore bancario sul quale è meglio approcciarsi con prudenza, ci sono poi gli industriali e i titoli del settore consumi. Le azioni di questi due comparti continueranno ad essere sostenute dalle operazioni straordinarie che certamente tra ottobre e novembre non mancheranno.

In questa situazione la strategia di investimento da adottare prevede il posizionamento su potenziali obiettivi e su compratori industriali.

In generale, quindi, le azioni industriali e del settore consumi sono da preferire a quelle delle banche. Questo rapporto di forza si poggia, paradossalmente, sulla politica dei tassi bassi della Bce. Secondo Stefano Andreani, un sistema simile, incentiva le scelte di crescita esterna. E’ questo un dato da tenere in considerazione quando di decide di scegliere le azioni su cui investire in Borsa. Questa leva, conclude il gestore, deve essere utilizzata con molta disciplina e attenzione.

Investire in azioni oggi

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L’andamento del grafico Ftse Mib dell’ultimo anno è certamente negativo. Nel giro di un anno il paniere di riferimento di Piazza Affari è sceso da oltre 21mila punti ad appena 16mila punti. Conducendo l’analisi tecnica sul trend del Ftse Mib e tenendo in considerazione i fattori che abbiamo in precedenza citato, si delineano previsioni ulteriormente ribassiste. C’è quindi da attendersi poco nel mese di ottobre e in quello di novembre. Il possibile recupero, infatti, potrebbe essere solo momentaneo. Il lungo periodo, quindi, è un azzardo.

Con il trading di breve periodo, tuttavia è comunque possibile provare a guadagnare. Lo scenario avverso, in un’ottica di breve termine, può trasformarsi in una risorsa. Bancari e industriali sono le azioni da tenere nel mirino. In entrambi i casi, comunque, il margine di rischio non è basso. Per questo, più che investire in azioni, in momenti come questo, è consigliabile fare trading comprando un CFD sul titolo nel mirino.

Trading CFD azioni

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Comprare un CFD e puntare sul ribasso di un’azione del settore bancario può essere considerata una buona occasione per fare trading alle luce delle previsioni di Borsa che abbiamo delineato. I CFD sulle azioni, infatti, permettono di guadagnare anche se l’azione sottostante dovesse segnare un nuovo ribasso. Per fare questa operazione non è necessario prima comprare e poi rivendere il nostro asset. Basta, infatti, solo andare short.

In un momento di profonda incertezza come quello attuale, un’occasione simile non è da trascurare. Le previsioni di Borsa per i prossimi mesi (ottobre e novembre), infatti, non sembrano lasciare molto spazio all’ottimismo. La forte incertezza che caratterizzerà il Ftse Mib almeno fino al referendum del 4 dicembre sconsigliano fughe in avanti. In questo contesto una buona strategia è quella di sfruttare i tanti piccoli movimenti oscillatori.

Come suggeriscono le guide sul come guadagnare con il trading di CFD, una buona strategia trading è quella che sfrutta i singoli movimenti, utilizzando sia l’approccio long che quello short.

Il trading di CFD sulle azioni, rispetto all’acquisto tradizionale di titoli, ha poi un grande vantaggio che è di ordine economico. Le spese previste a titolo di commissioni, infatti, sono davvero molto contenute. Questo perchè chi fa trading non si fa consigliare da un consulente ma investe in autonomia. Per fare trading bisogna sempre conoscere le previsioni sull’asset su cui si vuole investire. Per questo il momento attuale è molto propizio. Da adesso fino al referendum fare trading di CFD è una occasione. Il consiglio è quello di puntare su un mix tra bancari e industriali. Le previsioni sui due settori sono divergenti. In questo modo si possono equilibrare potenziali guadagni e potenziali perdite.

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