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AZIONI ENEL – QUOTAZIONE ENEL (ENEL.MI) IN TEMPO REALE

Le azioni Enel sono molto popolari nel panorama del mercato azionario italiano, dato che esso è uno di quei brand che sono maggiormente associati all’immagine dell’Italia all’estero. Utility operante nel ramo dell’energia elettrica, Enel è stata per lungo tempo monopolista prima di finire al centro di un delicato meccanismo di privatizzazione che si è poi tradotto nella quotazione a Piazza Affari e nell’indice FTSE MIB.

Azioni Enel
Azioni Enel: quotazione in tempo reale

Azioni Enel – Grafico in tempo reale

Il peso assunto nella vita degli italiani durante gli anni di monopolio ha fatto si che l’argomento quotazione Enel diventasse uno dei più ricercati in assoluto. A questo profilo corrisponde chiaramente un interesse di tipo pratico visto e considerato che le azioni Enel fanno parte di quel gruppo di titoli che si trovano con molta facilità nei portafogli di investimento degli italiani.

Nonostante i tempi non certo facili per chi cerca rendimenti interessanti sul fronte azionario, la quotazione Enel continua ad avere un suo indiscutibile fascino.

Quotazione Enel: un po’ di storia sulle azioni Enel

La storia di Enel è molto datata. La società acronimo di Ente Nazionale per l’Energia Elettrica, nasce nel 1962 come ente pubblico. La storia di Enel al servizio della nazione è durata fino a 1992 quando la quotata fu trasformata in società per azioni. Nel 1999 si è poi assistito a uno degli ultimi atti del lungo cammino di Enel verso il mercato con la privatizzazione. Oggi le azioni Enel (Codice Isin IT0003128367; Codice ABI 312826) sono quotate sul Mercato telematico azionario (Mta) della Borsa di Milano, appartengono all’indice FTSE IT All share,FTSE MIB e fanno parte del segmento Blue Chips. La data di avvio della quotazione è stata il 9 luglio 2001 ed ha segnato l’ultimo passaggio della lunga trasformazione di quello che un tempo era un ente pubblico.

Dal punto di vista industriale, Enel è attiva nel settore dei servizi pubblici. Il gruppo ha concentrato la propria attività nell’ambito della produzione, della distribuzione e della vendita di elettricità e gas. Attualmente Enel non è solo la maggiore azienda elettrica in Italia ma anche la maggior utility integrata d’Europa in termini di capitalizzazione. Non solo però solo questi i record della multinazionale.

Enel, infatti, è la la 56ª azienda al mondo per fatturato oltre ad essere stata una delle prime utility ad essersi dotata di una specifica divisione per lo sviluppo dell’energia alternativa, Enel Green Power. Quest’ultima dopo essere stata quotata a Piazza Affari come società a se stante è da poco tornata sotto l’ombrello della vecchia casa madre nell’ambito di un piano di razionalizzazione e riorganizzazione interna.

Enel è praticamente presente in tutto il mondo. In Europa il colosso opera attraverso le sue controllate in Bulgaria, Francia, Grecia, Romania, Russia, Slovacchia, Spagna e Portogallo; in Nord America il gruppo è presente in Canada e in Usa mentre in America Latina è radicato, sempre mediante il sistema delle controllate, in Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Messico, Perù, Costa Rica e Guatemala. Per finire, Enel è anche attiva nel continente africano con impianti in Marocco

La sede legale di Enel si trova a Roma in viale Regina Margherita n° 137. Per richiedere ulteriori informazioni è possibile rivolgersi all’Investor Relations team telefonando allo 0683053437.

Nonostante l’opera di privatizzazione, Enel è comunque sempre rimasta sotto il saldo controllo dello Stato italiano, anche perché, operando in un settore determinate per gli interessi del sistema Paese, come quello dell’energia elettrica, la società non poteva certamente essere messa completamente in mano ai privati. Sotto questo punto di vista, quindi, quando si fa riferimento alla privatizzazione di Enel sarebbe più esatto parlare di valorizzazione ottenuta anche con l’ausilio dei privati.

Ad ogni modo, ad oggi il principale azionista di Enel è il Ministero dell’Economia e delle Finanze con una quota del 23,585%. Tra le altre partecipazioni di rilievo c’è poi quella del fondo Usa BlackRock che, stando ai dati di aprile 2016, possiede una quota superiore al 5% del capitale di Enel. Accanto a questi due grandi azionisti, che si spartiscono una fetta non indifferente degli utili grazie ai dividendi, ci sono poi migliaia di altri investitori retail e alcuni istituzionali. La presenza di un vasto pubblico privato, conferma il carattere possiamo definirlo popolare che ha l’acquisto di azioni Enel. Sotto questo punto di vista c’è quindi un vero e proprio filo conduttore con un passato che vedeva Enel come la società con più azioni sul mercato.

Quotazione Enel in tempo reale

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Grazie al trading di CFD è possibile approfittare dello stacco del dividendo Enel anche se non si è azionisti diretti.  Ad esempio puoi pensare di investire in azioni Enel attraverso il trading di CFD con il broker eToro. Questa piattaforma offre tutta una serie di vantaggi ai suoi clienti. In particolare per quello che riguarda il trading di CFD sulle azioni, eToro offre:

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Dividendi Enel: storico e previsioni sulle cedola per i prossimi esercizi

storico dividendi Enel

Nell’esercizio del 2015 Enel ha staccato un dividendo pari a 0,16 euro per ciascuna azione posseduta, 2 centesimi in più rispetto alla cedola di un anno fa e 3 centesimi in più rispetto a due anni fa. Negli esercizi precedenti, quindi, c’è stato un graduale e leggero incremento della consistenza del dividendo anche se si è davvero lontani da quelli che erano i valori fino al 2009. Non si deve infatti dimenticare che Enel è a lungo stata una di quelle società che avevano meglio abituato i propri azionisti. Con dividendi unitari che sono arrivati anche a 0,44 euro (nel 2006), la big del settore elettrico ha sempre staccato cedole molto remunerative e questo è uno degli elementi che più spiega i motivi per i quali, nonostante la scarsa volatilità che ha sempre caratterizzato la quotazione Enel, il titolo dell’utility sia sempre stato al centro dei desideri degli investitori italiani.

Guardando il grafico relativo all’andamento della cedola si possono fare delle osservazioni molto interessanti. Il momento in cui si è invertito il trend del dividendo è stato il 2010, anno in cui è emersa con impellente drammaticità la problematica dell’indebitamento. L’assunzione di una nuova consapevolezza da parte del management di Enel ha inevitabilmente condotto alla necessità di ridurre la cedola e destinare una parte più consistente dell’utile alla riduzione dell’indebitamento anche se, soprattutto negli ultimi anni, la vera strategia per migliorare la Posizione Finanziaria è stata incentrata sulla cessione di assets non importanti. Sotto questo punto di vista, quindi, si è assistito ad una razionalizzazione della presenza di Enel all’estero. I risultati di questa manovra sono ancora in divenire visto che il debito di Enel continua ad essere alto.

Trading CFD su azioni Enel: come funziona

Quotazione Enel CFD

Il trading binario ricorda solo molto lontanamente quelle che sono le normali dinamiche di borsa. Restando sul caso della quotazione Enel, infatti, è ovvio che una cosa è comprare azioni Enel in borsa e un’altra è limitarsi ad aprire un trade ipotizzando quello che potrebbe essere l’andamento della quotazione Enel nei successivi 60 secondi. L’impressione è che con il trading binario ci sia quasi solo un assaggio dei movimenti di borsa e che la quotazione Enel sia una sorta di pretesto per quella che potrebbe apparire come una semplice scommessa. Il trading binario oggi poi non è più disponibile per i trader retail, ma solo per i trader professionisti, così ha stabilito l’ESMA nell’agosto del 2018.

Per farla breve se si è in cerca delle emozioni di borsa, il trading binario appare come debole mentre molto più in linea con le sensazioni di un vero e proprio acquisto di azioni, sono i Contratti per Differenza o CFD. Questi strumenti finanziari replicano in tutto e per tutto quello che è l’andamento della quotazione Enel e consentono, a differenza delle opzioni binarie, di trarre beneficio in occasione dello stacco del dividendo. Anche nel caso dei CFD, chi sceglie di investire in azioni non compra azioni anche se il margine di guadagno dell’investitore replica quello che è lo scarto sussistente tra il prezzo di acquisto e quello di vendita dell’azione vera e propria. Sotto questo punto di vista, quindi, siamo su un gradino nettamente superiore alle opzioni binarie. Solitamente le piattaforme sulle quali fare trading binario permettono anche l’acquisto di CFD anche se, è sempre meglio orientarsi verso quei broker che sono specializzati in questo strumento finanziario.

La necessità di rivolgersi alle migliori piattaforme per giocare con i CFD deriva dal peso che, in questo genere di investimento, ha lo studio e l’analisi. Pensare di poter andare a fortuna con i CFD, infatti, è vano visto e considerato che, replicando quello che è l’andamento della quotazione azionaria sottostante, i Contratti per Differenza risentono dei movimenti sull’azione creati da determinate notizie o dalla diffusione di specifici dati macro. Per giocare con i CFD sulle azioni Enel (e più in generale su tutte le azioni) è quindi assolutamente necessario che ci sia una conoscenza generale del mercato, una conoscenza dell’andamento del setto settore di riferimento (quindi, nel caso della quotazione Enel, del comparto utility) e un’analisi dettagliata sullo storico dei movimenti del titolo. In pratica se si punta ad ottenere profitti interessanti con i CFD si devono condurre studi di analisi fondamentale e di analisi tecnica oltre ad avere un occhio sul flusso di notizie perché, per quanto titolo anticiclico, non si deve dimenticare mai che una semplice new sulla sottoscrizione di un contratto importante in un mercato caratterizzato da margini enormi di crescita, può mettere in moto un rally di breve durata e quindi si deve essere pronti ad intercettare questa novità.

Accanto ad una conoscenza del quadro di fondo, poi, per fare trading con i CFD su Enel si devono anche conoscere tutti gli strumenti che i Contratti per Differenza stessi prevedono. Con questo genere di prodotti finanziari, infatti, si guadagna, nel caso più semplice, se il prezzo dell’azione sale e quindi lo stesso CFD registra una progressione. Questo è il caso “più logico e normale” perché in realtà con i CFD è possibile trarre profitto anche nell’eventualità in cui il prezzo scenda ed è anche possibile ricorrere a tutta una serie di mezzi per moltiplicare il proprio guadagno. Non si deve infatti dimenticare che i CFD sono prodotti soggetti a leva finanziaria, ossia ad un meccanismo che consente di comprare anche se non si hanno a disposizione tutte le risorse che sarebbero necessarie farlo.

Per imparare ad utilizzare la leva finanziaria è importante avere molta dimestichezza con questo strumento. Quello che ti occorre è fare tanta pratica con un conto demo, l’unico modo che hai a disposizione per evitare di perdere denaro a causa di errori operativi. Per capire come funziona la leva ti consiglio di esercitarti con il broker Markets. Grazie a questo broker potrai esercitarti per capire come funziona la leva finanziaria nel trading di CFD senza il timore di perdere denaro reale.

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La leva, utilissima soprattutto se si è dei trader professionisti, si quantifica in base ad un rapporto che è variabile a seconda del broker. Maggiore è il rapporto di leva, tanto più numerosi sono i CFD che possono essere acquistati e quindi tanto maggiore è il profitto che può essere ottenuto. La leva non è uno strumento proprio del CFD visto che è ovvio che, in ambito finanziario, sono con un rapporto di proporzione simile è possibile moltiplicare in modo virtuale le proprie risorse e quindi accedere all’investimento. Come tutto quello che è finanza, però, anche la leva va utilizzata con molte cautele perché è vero che è in grado di moltiplicare il profitto ma è anche vero che può allargare la perdita. E’ per questo motivo che su tutte le piattaforme di trading online su CFD c’è un esplicito appello ad usare cautela. Alcuni broker, addirittura, si spingono anche ad invitare i soggetti interessati al trading ad investire in CFD solo le parti che eccedono il loro reddito ossia quella somma di cui potrebbero fare tranquillamene a meno.

L’effetto leva non è solo rischio con cui si devono fare i conti se si decide di acquistare un CFD con sottostante azione Enel. Può infatti capitare che si verifichi quella che per chi fa trading online è considerata una vera e propria sciagura ossia la caduta repentina e inarrestabile del valore dell’azione. Ora, ad onore di cronaca si deve ammettere che questa prospettiva è possibile soprattutto se si ha a che fare con titoli ciclici ma la storia della quotazione Enel ha mostrato che i giorni da incubo non mancano non sono mancati neppure per l’utility.

In questi casi, se si ha in mano un CFD, il rischio di vedersi prosciugare il conto può essere circoscritto solo ed esclusivamente ricorrendo agli stop loss ossia a dei blocchi automatici che scattano se la quotazione Enel, e quindi il CFD sull’utility, dovesse scendere al di sotto di un valore che è stato impostato dal trader stesso. Soprattutto se si è dei principianti, utilizzare gli stop loss conviene sempre.  I blocchi però sono anche molto usati dai trader professionisti anzi, nel loro caso, gli stop loss sono parti integranti di strategie molto vaste e complesse che prevedono l’utilizzo esteso di leve e mai l’acquisto di un solo CFD. Il fatto che chi faccia trading sui Contratti per Differenza non si orienti mai verso un solo sottostante deriva dai margini non ampi di guadagno che questa forma di investimento è in grado di garantire.

Nel caso della quotazione Enel questo concetto è decisamente facile da spiegare perché un titolo che, solitamente, garantisce scostamenti molto limitati di prezzo, non potrà certamente essere sufficiente per fare la fortuna del trader. In questi casi, quindi, si è soliti affiancare al CFD, altri contratti per differenza che hanno come sottostante le azioni e addirittura CFD che hanno come sostante anche altri tipi di assets come, ad esempio, i cambi.

Per conoscere le migliori piattaforme per comprare un CFD sulle azioni Enel, si può utilizzare come punto di riferimento la tabella sottostante. Come nel caso del trading binario su Enel, anche per quanto riguarda i CFD, si è deciso di dare spazio solo alle migliori piattaforme mettendo in evidenza quelle che sono le caratteristiche principali dal bonus, al deposito minimo fino, chiaramente, alle opinioni dei trader.

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