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Pubblicato da: Redazione - il: 05-12-2013 6:12

Aumento tassazione sui risparmi da gennaio 2014

Il risparmio degli italiani rischia di essere nuovamente colpito dalla mano pesante del Fisco, già a partire da gennaio 2014. La stangata riguarderà l’imposta di bollo sugli strumenti finanziari, già aumentata a dismisura negli ultimi due anni. L’aliquota dovrebbe salire allo 0,33%. Quest’anno è cresciuta allo 0,15% rispetto allo 0,1% del 2012. Inoltre, bisogna ricordare che sono stati aboliti i limiti di prelievo, come accadeva ad esempio nel 2012 quando era in vigore un tetto massimo di 1.200 euro. Il prelievo fisso minimo sarà sempre pari a 34,2 euro all’anno.

Dopo aver superato la prova del Senato, ora toccherà alla Camera. Tuttavia, non sono attesi stravolgimenti per cui gli italiani devono sin da ora prepararsi alla nuova stangata sui risparmi. Dal 1° gennaio 2014 l’aumento della tassazione sui risparmi sarà effettivo, con un rincaro di un terzo rispetto alla mini-patrimoniale introdotta dal governo Monti, già alzata allo 0,15% dallo 0,1% iniziale.

Saranno colpiti duramente i conti deposito, che rischiano di diventare meno appetibili a causa anche della forte discesa dei rendimenti avvenuta negli ultimi 12 mesi a seguito del miglioramento delle condizioni del mercato dei tassi. Alcune banche, però, per evitare di perdere clientela preziosa e avere problemi di raccolta, hanno deciso di continuare ad accollarsi l’onere dell’imposta di bollo al posto dei clienti.

Si tratta di IBL Banca, Banca Ifis, Banco Popolare, Mediocredito del Friuli, Banco Profilo e Bccforweb. Quando, però, il nuovo aumento del bollo sarà effettivo, qualche banca potrebbe anche cambiare la promozione e non accollarsi più questo onere. In tal caso dovrà comunicarlo al cliente, che entro 60 giorni potrà recedere dal contratto senza pagare alcun costo e nessuna spesa di chiusura del conto, ottenendo la liquidazione di capitale e interessi facendo riferimento alle precedenti condizioni economiche pattuite con la banca.


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